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PMI Dome

Imprese in the cloud con Microsoft Intune

Annunciata la versione beta della seconda release di Microsoft Intune, il software pensato per la gestione centralizzata delle reti di computer aziendali
di Roberta Barbiero | 19 luglio 2011
Parlando in apertura della Worldwide Partner Conference e rivolgendosi ad una platea di 15.000 persone giunte da tutto il mondo, il Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, ha passata in rassegna l’intera offerta Redmond e ha proposto, dati alla mano, delle interessanti riflessioni a tutto campo su mercati, prodotti e prospettive future, focalizzando la propria attenzione sul percorso di avvicinamento al cloud dell’azienda.

Svoltasi a Los Angeles dal 10 al 14 luglio, la Wpc costituisce “l’evento annuale che Microsoft dedica interamente ai suoi Partner, permettendo loro di incontrarsi e fare network con rappresentanti Microsoft, di conoscere le strategie future e gli ultimi prodotti”.

Circa il recente accordo per l’acquisizione di Skype, si è rilevata l’importanza di un asse strategico e ideale tra Microsoft Lync e il neo accolto software di messaggistica istantanea e VoIP, nell’intenzione di avere un controllo completo delle comunicazioni aziendali, rendendole relazionate e integrate a quelle relative al lato consumer.

L’entusiasmo minore è stato riservato per il settore mobile, sul quale – pare – non ci sono molti numeri su cui far leva, visti i risultati di vendita notevolmente inferiori alle aspettative: è stata comunque sottolineata la soddisfazione espressa dagli acquirenti di Windows Phone 7, la rilevanza delle applicazioni sviluppate e delle nuove funzionalità rilasciate con gli aggiornamenti; un’attenzione particolare è stata riservata anche all'accordo con Nokia e alle prospettive di prossimo rilancio.

Alcuni numeri, relativi alle vendite nei settori “forti” di casa Redmond, sembrano portare, invece, il segno del successo: 350 milioni di unità Windows negli ultimi venti mesi, contro i 20 milioni della concorrenza (15 milioni sono Mac); 400 milioni di licenze Windows 7, destinati ad aumentare, e 100 milioni di licenze Office 2010. Windows viene montato sul 76% dei server censiti e i partner commerciali guadagnano 8,70 dollari per ogni dollaro guadagnato da Microsoft. 1,3 miliardi sono poi gli utenti di Windows in tutto il mondo ed è da piattaforme Windows 7 che proviene il 27% del traffico Internet a livello mondiale.

I circa due terzi dei business pc utilizzano ancora Windows Xp, a causa degli insuccessi di Vista e della parallela crisi economica, e prioritario, per i vertici di Redmond, sembra essere accompagnare il passaggio a Windows 7, per la riduzione dei costi e il miglioramento della produttività che ad esso si accompagnano. In particolare Seven, a differenza di Xp, è pensato anche per il cloud, direzione ormai fondamentale per le aziende, i cui vantaggi – si è detto più volte – sembrano essere notevoli: semplificazione dell’attività imprenditoriale, riduzione nei costi di gestione, di investimento, di supporto e di aggiornamento, diminuzione dei rischi in materia di sicurezza dei dati, facilità di accesso alle informazioni, maggiore adesione, in definitiva, alle specifiche esigenze aziendali.

A tal proposito, stando alle stime riportate, Microsoft avrebbe raccolto 50 mila prove di Office 365 da parte di altrettante aziende (con una media di una società ogni 25 secondi), nel corso delle due settimane successive al lancio ufficiale del servizio, e 41 mila sarebbero i partner che si identificano espressamente come "cloud partner". Il 58% dei partner dell’azienda risulta già inserito nella nuvola, la quale rappresenta ormai una soluzione “dirompente” ed imprescindibile: essa impone – ha sottolineato Ballmer – “che si ridisegnino e si ridimensionino i [..] modelli di business, ma è anche una delle transizioni che porta maggiori benefici”, dunque forte sarà l’impegno per l’individuazione di partner “che ci seguano in questa transizione e che spingano su tutte le nostre soluzioni, da Azure a Office 365”.

Tra le notizie annunciate in tema di cloud computing destinato alle aziende, la più rilevante è stata certamente quella relativa al rilascio della versione beta della seconda release di Intune, lo strumento che Microsoft ha ideato per agevolare la gestione delle reti di calcolatori nelle piccole e medie aziende (quelle con un numero di pc compreso tra 25 e 500): entro dicembre 2011 dovrebbe, infatti, giungere l’aggiornamento del software gestionale che “semplifica il modo in cui le aziende possono gestire e proteggere i computer mediante servizi cloud Windows e il sistema operativo Windows 7 e permettere ai propri utenti di lavorare al massimo delle prestazioni praticamente dovunque”.

Rilasciata circa quattro mesi fa, la prima versione di Windows Intune è attualmente disponibile in 35 paesi e consente, in sostanza, di gestire tutti i computer aziendali, attraverso una sola console di amministrazione centralizzata e ospitata nel cloud, permettendo l’impostazione delle policy di sicurezza, il controllo nell’installazione degli aggiornamenti, la protezione tramite software antivirus e antimalware, la supervisione grazie a strumenti di alert, reportistica e distribuzione delle licenze.

Esso è parte integrante di un più ampio ventaglio di cloud services microsoft che – pensati per soddisfare le esigenze aziendali di produttività, comunicazione, collaborazione, storage, sviluppo, gestione e protezione di sistemi client – hanno il vantaggio, rispetto ai servizi on-premises, di essere fruibili interamente tramite rete, dunque in maniera semplificata. Come sottolineato in un video di presentazione da Andrea De Maggio, product marketing manager del gruppo Windows Client, “essendo un servizio completamente gestito e ospitato […] dalle infrastrutture Microsoft, tutto quello che è richiesto all’amministratore del sistema è semplicemente un accesso a Internet ed un browser web compatibile con silverlight dalla versione 3.0 in su, quindi […] non necessariamente di recentissima generazione”; “dall’altra parte, invece, a livello client, è sufficiente installare un agent che si occuperà della comunicazione bidirezionale con l’amministratore del sistema”.

Trattandosi di una soluzione completa (all-in-one) pensata per gestire in remoto i computer, metterli in sicurezza, monitorare il loro stato, e gestirne le licenze, si potrebbe considerare Intune come “l’omologo in termini cloud di soluzioni tradizionali come ad esempio Forefront Endpoint Protection oppure come Microsoft System Center […] per la gestione”.
Nella realizzazione i promotori dichiarano di essere partiti dall’analisi delle criticità tipiche delle aziende moderne: numerose configurazioni, licenze e versioni di sistemi operativi conviventi in uno stesso contesto IT; le difficoltà nel tenere sotto controllo lo stato dei pc, dettate anche dal fatto che spesso i dipendenti lavorano in sedi differenti o in remoto e non hanno un accesso costante alla rete aziendale; infine alto costo di gestione dell’infrastruttura IT.

Intune intende abbattere tali costi, richiedendo esclusivamente un canone di abbonamento mensile: 11 dollari al mese per ciascuna postazione collegata (viene permessa una prova gratuita per 30 giorni per un massimo di 25 pc) e con un dollaro in più si ha la possibilità di includere la licenza MDOP - Microsoft Desktop Optimization Pack; sconti riservati ai pacchetti superiori alle 250 licenze d'uso e agli atenei universitari. Stando ai risultati di una recente ricerca commissionata da Microsoft a IDC, Intune consentirebbe ogni anno un risparmio di 702 dollari per pc, risparmio legato per due terzi alla riduzione del lavoro IT, e, per la restante parte, al fatto di non dover spendere risorse aggiuntive nell’utilizzo di altri strumenti e all’aumento della produttività degli utenti. Resta tuttavia da abbattere la tenace resistenza del tessuto imprenditoriale italiano, ancora preoccupato dall’idea di affidare a terzi la gestione e manutenzione di proprie infrastrutture e applicazioni. "A guadagnarci sono anche i partner, che non pagano quote fisse per commercializzare il servizio e guadagnano in base ai contratti conclusi, senza rischio d'impresa" ha sottolineato in una particolare occasione Davide Salmistraro, responsabile gruppo Windows Client Commercial, forse a smentire le voci secondo cui la cloud strategy di Microsoft sarebbero un modo per chiudere i ponti con i partner, da sempre alla base del proprio business.

Tra gli ulteriori vantaggi rilevati nell’utilizzo di Intune si notano: gestione centralizzata nella distribuzione degli aggiornamenti verso tutti i pc connessi alla console, con una conseguente riduzione nelle attività di routine del personale IT; garanzia di protezione dei pc dalle più recenti minacce, grazie ad un sistema basato sul Microsoft Malware Protection Engine; monitoraggio proattivo dei computer, attraverso la ricezione di avvisi su aggiornamenti e minacce, che permetono l’individuazione e la risoluzione anticipata dei problemi; assistenza remota, dunque indipendente dall’ubicazione degli utenti; traccia delle risorse hardware e software utilizzate in azienda, per la gestione efficace di asset, licenze e conformità; impostazione centralizzata dei criteri di sicurezza. La sottoscrizione del sistema comprende l’aggiornamento dei pc alla versione più recente di Windows (Windows 7 Enterprise), che include “un'interfaccia utente intuitiva e migliorata, funzionalità avanzate di ricerca e la crittografia delle unità BitLocker per proteggere i dati riservati”; tale sottoscrizione permette, inoltre, la massima flessibilità nella standardizzazione del sistema operativo aziendale, attraverso il passaggio ad un’unica versione di Windows (Windows 7 Enterprise, Windows Vista o Windows Xp).

L’aggiornamento del sistema previsto per la fine del 2011 rappresenta il frutto del feedback e delle richieste raccolti da Redmond. Tra le funzionalità che verranno implementate, vi è la possibilità di utilizzare Intune per il deployment di software facenti capo a terze parti, dunque di distribuire le applicazioni terze sui client aziendali, eliminando la necessità di creare un’infrastruttura locale per la distribuzione; oltre alla distribuzione di quelle terze, si consentirà ovviamente anche l'aggiornamento delle applicazioni già installate. Verrà poi concesso agli amministratori di forzare, anche in assenza di una sessione di assistenza remota attiva, gli aggiornamenti antimalware, l'esecuzione delle scansioni antivirus e il riavvio forzato delle macchine remote. Sarà possibile creare avvisi personalizzati, che permettano, ad esempio, gli amministratori di sapere quando i dischi fissi dei client sono pieni. Verrà migliorato il sistema di reportistica, autorizzando a filtrare i report in relazione alle caratteristiche hardware delle macchine e permettendo il salvataggio di tali filtri e impostazioni. Anche i parametri degli alerts e delle funzionalità di monitoring diventeranno gestibili, così da soddisfare particolari esigenze informative. Si potranno avere dei “read-only Administrators”, la console web verrà migliorata attraverso l’inserimento di menù contestuali. Si estenderà, infine, la gestione delle licenze, che arriverà a coinvolgere anche quelle relative a terze parti: Intune permetterà di analizzare quali software sono presenti sulle macchine gestite e di verificare se ad essi corrisponde regolare licenza.

L’upgrade di Windows Intune sarà gratuito per chi già lo utilizza e le nuove funzionalità possono essere testate in anteprima partecipando alla fase beta: gli approfondimenti e i dettagli sono disponibili all'indirizzo http://technet.microsoft.com/windows/intune.


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