Confindustria allerta il Ministero dello Sviluppo sull'opportunità di risparmio derivanti dall'efficienza delle reti di trasmissione
Redazione PMI-dome |
28 luglio 2011
Abbiamo detto ieri delle perplessità del Direttore di Confindustria rispetto alla
politica energetica che l’Italia sta portando avanti, allo stesso modo proprio ieri nella conferenza Stato Regioni il Sotto-segretario allo sviluppo economico Stefano Saglia ha dato garanzie rispetto al fatto che il piano nazionale sarà accelerato. Tuttavia da Confindustria sono giunti ulteriori dubbi relativi al fatto che gli incentivi, per come previsti dall’intensa negoziazione che ha portato alla definizione del
quarto conto energia, potrebbe cadere nel taglione della manovra anticrisi.
Con un uso più razionale ed efficiente dell’energia sarebbe possibile risparmiare qualcosa come 25miliardi l’anno sulla bolletta energetica nazionale.
Galli ha rilanciato la proposta di dare seguito operativo al piano straordinario per l'efficienza energetica già previsto dalla legge sviluppo di due anni fa (la 99/2009) anche eventualmente attraverso un aumento degli stanziamenti nazionali attraverso gli strumenti che la stessa Unione europea ci mette a disposizione, come ad esempio gli Union Bonds, strumenti che nella fattispecie avrebbero l’innegabile pregio di mettere a disposizione risorse aggiuntive trovando copertura sulla fiscalità generale piuttosto che da aumenti alla bolletta dei privati e delle imprese.
Galli si riferisce in particolare al processo d'incentivazione all’efficientamento, dunque, piuttosto che alle rinnovabili “In ogni caso riteniamo che la clausola di chiusura, contenuta nel recente provvedimento di stabilizzazione finanziaria, non debba portare alla eliminazione e neanche alla riduzione degli attuali incentivi per l'efficienza energetica […] in questi anni l'efficienza energetica ha ricevuto scarsa attenzione, nonostante abbia un potenziale di sviluppo socio-economico molto più elevato delle energie rinnovabili”.
La ricerca di settore deve dunque puntare sulle tecnologie più promettenti sotto il profilo dell'efficienza. E questo riguarda l'intera partita energetica, dalla nuova strategia di promozione delle energie rinnovabili impostata con la recente revisione del meccanismo del conto energia per il solare fotovoltaico, al nuovo schema di incentivi per l'eolico e per il solare termico (tecnologia dalle potenzialità particolarmente elevate).
A ciò si dovrà affiancare – avverte ancora Galli – ad un impegno per la messa in efficienza anche delle reti di trasmissione e distribuzione, un problema che tocca anche e forse soprattutto la PA: “i ritardi autorizzativi di molte infrastrutture di rete hanno caratterizzato il mercato elettrico italiano generando una struttura di prezzi zonali in cui le inefficienze degli impianti localizzati in alcune aree (ad esempio Sicilia e Sardegna) hanno avuto profonde ripercussioni sul prezzo medio nazionale”. Risulterebbe dunque “essenziale responsabilizzare le comunità locali rispetto alle scelte in materia di autorizzazioni”. Un passaggio che secondo Galli, “può essere fatto anche attraverso la graduale introduzione di un sistema di prezzi zonali secondo i principi generali previsti dalla legge 2/2009. È comunque necessario, come Confindustria sostiene da tempo, rivedere le disposizioni del titolo V della Costituzione per ricondurre le infrastrutture essenziali del sistema energetico alla competenza esclusiva del Governo centrale”.