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PMI Dome

Arenaways vicina al fallimento

Il paradosso di un'azienda che, pur pagando tutti i dipendenti e offrendo servizi di qualità, rischia di restare schiacciata dal sistema
di Lorenzo Mari | 02 agosto 2011
Il sogno di Arenaways rischia di infrangersi con il fallimento della società richiesto dai soci. Stiamo parlando dell'azienda di Giuseppe Arena, primo artefice di quella che è stata per lungo tempo la prima – ed unica – società antagonista del gruppo Ferrovie dello Stato su alcune tratte tra Milano e Torino. 

Siamo stati tra i primi a raccontare della piccola ma importante avventura di questo imprenditore con il sogno di sfidare il monopolio de-facto del gruppo FS/RFI e siamo tra i primi oggi a dare la notizia che tutto potrebbe finire in un nulla di fatto.

Il primo treno Arenaways era stato lanciato lo scorso novembre sulla tratta Torino-Milano ed era destinato ai pendolari. Purtroppo, sin dal principio, come era logico aspettarsi, il gruppo FS non ha certo fatto i salti mortali per facilitare il nuovo concorrete. I problemi dunque sono iniziati ad emergere quasi da subito e a distanza di qualche mese Arenaways aveva dovuto chiudere alcune tratte a causa dell’assenza di clienti. 

Oggi l’ultimo treno della compagnia sembra essere tristemente molto vicino al capolinea. Gli altri tre soci di maggioranza della società hanno chiesto (e votato) di portare i libri in tribunale. In pratica hanno richiesto il fallimento della società. 

Si sarebbe trattato di una mossa del tutto inattesa e imprevista, che avrebbe colto in contropiede lo stesso Arena “Alla riunione del cda di giovedì sono andato tranquillo come al solito. La situazione era normale, non c'erano criticità particolari da affrontare. E non c' era nessuna condizione, di quelle classiche che preludono al fallimento”.

I tre azionisti, che insieme ad Arena hanno la maggioranza nella società e con lui sono stati fondatori di Arenaways, Vincenzo Pellegrino (commercialista di Torino), Andrea Francone (immobiliarista di Torino) e Claudio Sguazzini (presidente del cda ed ex dirigente Fiat), avevano tuttavia idee diverse. 

Sguazzini ha precisato di seguito alla riunione che quello in discussione non è tanto il progetto “che abbiamo condiviso e in cui continuiamo a credere”, quanto piuttosto la lotta quotidiana e impari con le Fs di Moretti “gli ostacoli posti dal monopolista sono oggettivi” . Il gruppo lamenta insomma una posizione predominante a cui non si è mai riusciti a far fronte e verso cui le istituzioni avrebbero fatto poco o nulla. 

Arena intanto tiene a sottolineare come si tratti di una situazione assolutamente paradossale ”Il paradosso - spiega - è nel chiedere il fallimento di una società che ha soldi in cassa, ha sempre pagato tutti gli stipendi ed è titolare di licenze e accordi internazionali per proseguire e sviluppare l' attività”. 

Ma il pioniere del trasporto su ferro non si ferma, almeno così dichiara: “Io vado avanti sulla strada che abbiamo intrapreso. Ho già raccolto l' interesse di tre imprenditori, a me più vicini, disposti a formare una cordata e a sostenermi”.

Si perché la società avrebbe tutte le chances di proseguire anche se molto lentamente nel suo processo di crescita.

Se da un lato è certamente vero che il divieto di fare fermate intermedie sulla tratta Torino-Milano, non ha agevolato l'attività e la crescita della compagnia (che ad onor del vero ha sempre operato con puntualità svizzera, pur tra mille ostacoli e infinite difficoltà burocratiche), d’altra parte vanno a gonfie vele ad esempio i “Treni mare”, da Torino a Livorno, passando per le Cinque terre. E sono pronte nuove carte da giocare, ad esempio il nuovo collegamento trisettimanale da Torino a Bari, e un giornaliero Torino-Villa San Giovanni. 

Il capolinea Arenaways, dunque, dovrà attendere?

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Commenti
1Commento

RE: Arenaways vicina al fallimento

Forza Arena, resista! Piuttosto faccia intervenire trasmissioni come "Striscia la notizia", "Le Iene" o "Mi mandra Rai3" per denunciare pubblicamente e a un vasto pubblico la lotta continua e snervante a cui la costringe Trenitalia...forse un servizio di Staffelli vale più di mille denunce all'Antitrust. Coraggio.

Inviato da Gloria

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