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PMI Dome

Le frodi elettroniche dalla parte dei fornitori.

Non sono solo i consumatori i soggetti danneggiati in caso di frode elettronica, la legge però non tutela il fornitore.
di Francesca Girolfi | 26 novembre 2001
Untitled Document Le ultime previsioni sull'andamento del commercio elettronico fanno sperare in un, più o meno, sensibile aumento delle vendite soprattutto nel periodo delle festività; allo stesso tempo però i consumatori continuano a temere le frodi elettroniche e, stando ad alcuni dati recenti, non sembrano avere tutti i torti. Secondo eMarketer, per citare una delle ultime ricerche, quest'anno il 57% di coloro che hanno un'attività di commercio elettronico hanno perso parte dei loro guadagni a causa delle frodi elettroniche.

Tale dato è preoccupante per i consumatori ma anche per i fornitori.
La legge italiana, infatti, nonostante la direttiva europea 2000/31/CE, non ha ancora sviluppato strumenti normativi adeguati e specifici per i contratti e le transazioni conclusi online. A dire il vero esiste un decreto, il DL 99/185, ( in attuazione della direttiva 97/7/CE) il cui scopo è proprio quello di fissare regole sufficientemente certe da tutelare i contratti conclusi a distanza con qualsiasi mezzo compreso quello telematico.

Nell'art.8, che nel comma 2 si riferisce proprio all'eventualità che il titolare della carta subisca una frode, si legge:
"L'istituto di emissione della carta di pagamento riaccredita al consumatore i pagamenti dei quali questi dimostri l'eccedenza rispetto al prezzo pattuito ovvero l'effettuazione mediante l'uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del fornitore o di un terzo, fatta salva l'applicazione dell'articolo 12 del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197. L'istituto di emissione della carta di pagamento ha diritto di addebitare al fornitore le somme riaccreditate al consumatore".

Come si può vedere, è il fornitore il soggetto sul quale si può dire ricada l'intero onere della tutela, pratica, del consumatore. Questo soprattutto se si pensa alle frodi elettroniche.
In Internet, si sa, è estremamente difficile poter controllare che il numero di carta di credito fornito durante una transazione corrisponda realmente al suo effettivo titolare.
Questo non perché sia impossibile ma perché effettuare tali controlli implicherebbe:
· allungare i tempi della transazione
· ridurre l'appetibilità, per il cliente, dell'acquisto in Internet e quindi dei propri guadagni (se online ed offline occorre lo stesso tempo per acquistare dove sarebbe il vantaggio dell'e-commerce?)
· scontrarsi spesso con il fatto che gli acquirenti online non hanno sempre a disposizione immediata i mezzi necessari a trasmettere i dati per i controlli (ad esempio il fax per trasmettere copie dei documenti necessari)

Per il fornitore non esiste la possibilità di ridurre il proprio onere riguardo l'addebito delle somme non veritiere. Questo neppure se fosse in grado di dimostrare di aver egli stesso provveduto, con tutti gli strumenti necessari, alla sicurezza delle transazioni sul proprio sito.

Ciò che gli rimane da fare è cercare di tutelarsi adottando misure preventive tali da ridurre al minimo il rischio di frode; questo oltre a fornirgli un beneficio in termini di immagine ed affidabilità, potrà di certo contribuire a ridurre eventuali costi indesiderati.
Una soluzione, se non si è in grado di disporre autonomamente delle tecnologie necessarie, può essere quella di ricorrere all'outsourcing facendo attenzione a scegliere una soluzione davvero affidabile ed efficace.

Purtroppo, pur servendosi di raffinati sistemi di sicurezza, non si può avere la certezza di eliminare del tutto il problema. In questo caso il fornitore sarà danneggiato e questo perché l'Italia, rispetto ad altri paesi, non solo non sembra in grado di emanare una normativa che tuteli ambedue le parti, ma continua a rifiutare (non solo in quest'ambito) l'urgenza di adottare soluzioni che si riferiscano in modo specifico alla ormai diffusa realtà telematica.

di Francesca Girolfi


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