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PMI Dome

La casa delle idee punterà sull’e-commerce

La Procter & Gamble, ideatrice del brand management, pensa al Web come canale distributivo
di Francesco Forestiero | 02 settembre 2011

Francesco Forestiero

Francesco Forestiero è Dottore Commercialista e Revisore contabile. Laureato in Economia Aziendale, ha studiato Giornalismo, Web Marketing e Scrittura Creativa. Ha conseguito anche due master, uno in Diritto Tributario e uno in Contabilità, Bilancio ed Operazioni straordinarie tra imprese. Attualmente lavora per Edizioni Master SpA. Si occupa della redazione del network PMI-Dome.com e coadiuva altri progetti legati al Web
Sami Kahale, presidente ed amministratore delegato di Procter & Gamble Italia e vice presidente del comitato di investitori esteri di Confindustria, lo ha rivelato qualche giorno fa a Marco Valsania, in un’intervista realizzata per IlSole24ore.

L’AD, al termine di una corposa chiacchierata, ha dichiarato: «Guardando avanti P&G continuerà a investire su prodotti e canali nuovi, quali ad esempio l'e-commerce».

Kahale, che ha espresso anche valutazioni sulle opportunità offerte dal nostro Paese, ha evidenziato come l’Italia abbia delle barriere economiche che bloccano gli investimenti esteri.

Ne sono un esempio gli alti costi di lancio sul mercato, logistici e di trasporto, la frammentazione dei punti decisionali e la vischiosità del trade spending, ovvero il costo per la visibilità e l’assortimento sugli scaffali dei punti vendita, che sembra essere di gran lunga superiore qui da noi rispetto agli altri paesi in cui è presente l’azienda.

Kahale ha aggiunto: «Uno studio ha rilevato come gli investimenti esteri sono frenati per l'88% dalla burocrazia, per il 68% dal costo del lavoro, per il 50% dalla complessità del sistema giuridico. Poi dalla carenza di infrastrutture e dall'instabilità politica. Affrontiamo anche noi questi problemi ogni giorno e abbiamo imparato a conviverci. Ma è vero che serve un paese più competitivo per lanciare prodotti. Un'infrastruttura migliore. Anche nel nostro business abbiamo a che fare con la burocrazia e seppur meno di altri, con la pubblica amministrazione. Se pensiamo a un paese che vuole attirare nuovi investitori, tutti questi elementi dovrebbero costituire un vantaggio anziché un ostacolo».

Il presidente ha poi evidenziato delle note positive rivolte ai consumatori italiani che «premiano comunque l'innovazione e sono fedeli ai marchi, alla qualità».


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