Il ministero per lo Sviluppo economico, con il contributo tecnico di Invitalia e della Fondazione Valore Italia, rende disponibili agevolazioni e premi a fondo perduto per favorire la diffusione di
brevetti e design
Redazione PMI-dome |
06 settembre 2011

Si può quantificare lo sviluppo di un Paese dal numero di brevetti che vengono registrati nel corso di un anno? Certamente sì, e purtroppo l'Italia non è messa particolarmente bene da questo punto di vista. Secondo i dati Istat Uno dei principali indicatori di output con cui viene misurata l’attività innovativa di un paese è dato dal numero di brevetti registrati. Questi vengono desunti da fonti amministrative e, grazie alla presenza di uffici brevetti internazionali quali l’Ufficio europeo dei brevetti (European patent office, Epo) e quello statunitense (United states patent and trademark office, Uspto), i dati confrontabili sono disponibili per numerosi paesi e in serie storiche lunghe.
L’output dell’attività innovativa tende però a essere sottostimato da questo tipo di indicatore nei paesi che come l’Italia sono caratterizzati da piccole dimensioni d’impresa e da una specializzazione in settori a bassa tecnologia. Inoltre, le imprese possono seguire strategie diverse rispetto alla scelta tra depositare richieste di brevetto o mantenere il segreto industriale. L’Italia nel 2006 ha presentato all’Epo circa 4.900 richieste di brevetto ed è tra i paesi che nel periodo 2000-2006 hanno conseguito un incremento dei brevetti superiore a quello medio europeo.
L’indice di intensità brevettuale, pari nel 2006 a circa 114 brevetti per milione di abitanti nella media dell’Unione europea, mostra una variabilità elevatissima (da circa 1 della Romania a quasi 284 della Germania) che rispecchia in buona parte una dicotomia tra paesi dell’Unione a 15 e i paesi di recente ingresso. Nell’ambito dell’Ue15, poi, emergono nettamente i paesi scandinavi e la Germania. L’Italia, con circa 84 brevetti per milione di abitanti, si colloca al di sotto della media europea subito dopo il Regno Unito. Negli ultimi sei anni l’indicatore è aumentato se pur in diversa misura in quasi tutti i paesi dell’Ue27 con le vistose eccezioni della Finlandia e del Regno Unito. I paesi di più recente accesso mostrano segnali di recupero piuttosto modesti. La distribuzione territoriale dei brevetti denota uno svantaggio del Mezzogiorno dove, con la sola eccezione dell’Abruzzo, tutte le regioni presentano livelli dell’indicatore particolarmente bassi e simili a quelli dei paesi europei meno avanzati.
Così, per cercare il migliorare il quadro generale, il Ministero per lo Sviluppo economico, con il contributo tecnico di Invitalia e della Fondazione Valore Italia, ha reso disponibili agevolazioni e premi a fondo perduto per favorire la diffusione di brevetti e design. Le due iniziative, che rendono disponibile complessivamente un finanziamento di 40 milioni di euro constano nell'erogazione i premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali e internazionali di brevetti e disegni.
L’entità dei premi varia da 1.000 a 1.500 euro per ciascun deposito nazionale. Per quanto riguarda l’estero, può arrivare fino a 6.000 euro in relazione al numero e ai Paesi in cui si deposita la richiesta di estensione del proprio titolo di proprietà industriale e nell'erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design. In questo caso, il contributo erogato copre l’80% delle spese ammissibili fino a un tetto massimo di 70.000 euro per i brevetti e 80.000 euro per il design, in entrambi i casi subordinatamente alla realizzazione di un progetto che verrà valutato dagli enti attuatori.