Redazione PMI-dome |
12 settembre 2011

E’ una grande dimostrazione di fiducia verso una ripresa dei consumi quella che Coop dimostra con l’annuncio di voler investire 500 milioni di euro per l’apertura di 55 nuovi punti vendita.
In un periodo segnato da un crollo degli acquisti, aumenti dell’Iva e fiducia al minimo verso il governo, adottare una politica di espansione come quella di Coop significa avere la (quasi) certezza che presto le cose andaranno per il verso giusto. Il gruppo Coop sostiene che il reddito delle famiglie sia retrocesso di un decennio, è sempre più necessario attingere ai risparmi e diminuire le quantità di prodotti acquistati. Enrico Migliavacca, vice presidente di Ancc-Coop afferma in merito che “considerato il modesto ritmo di crescita previsto, solo nel 2013 si riuscirà a tornare su quei livelli. Anche se fare previsioni oggi rischia di essere una perdita di tempo”- e aggiunge – “I dati rivelati dal Rapporto Coop 2011 su "Consumi e distribuzione" evidenziano che il potere d'acquisto delle famiglie è calato del 7%, ma gli effetti della manovra, in particolare l'inasprimento dell'Iva, peseranno anche di più. Ogni punto di Iva in più drena 7 miliardi dai consumi delle famiglie e va a impattare settori già fortemente penalizzati: nel primo semestre l'abbigliamento è scivolato dell'8%, il bazar del 6 e il multimediale addirittura del 15”.
Se a crescere sono la spesa per la sanità, i trasporti, le comunicazioni continuano a soffrire l'alimentare, l'abbigliamento e l'arredamento. Le famiglie dichiarano di poter risparmiare solo sfruttando le promozioni. “È il fenomeno del downgrading – conclude Migliavacca – in cui le famiglie italiane si mostrano maestre, ma se questo è possibile nei beni è un'arma spuntata nei settori in oligopolio, in primis tariffe e servizi pubblici”. I consumi sono il volano della ripresa e Coop sembra averlo bene in mente, volendo raggiungere più famiglie possibili, ampliando la sua rete di vendita ma si temono nuovi ritocchi all’Iva. Nonostante il periodo difficile l’anno per il marchio si chiude positivamente: i ricavi saliranno dell'1,8% a 13 miliardi e la quota di mercato migliorare dello 0,2% al 18,3 per cento. Dietro a Coop, solo Conad, Esselunga e Selex arrotondano le quote, dello 0,4 per cento. Carrefour perdeinvece l'1% e gli altri tra lo 0,1 e lo 0,2 per cento.
Ernesto Dalle Rive, presidente del consiglio di sorveglianza di Coop Italia interviene a difesa del sistema delle cooperative sottolineando l’impegno verso nuove assunzioni: “Nonostante l'incertezza fiscale a cui ci condanna il governo siamo una delle poche aziende che accetta la sfida dello sviluppo. Abbiamo stabilmente incrementato l'occupazione anche nei periodi di crisi, +37% nell'ultimo decennio, e ora puntiamo ad aprire 55 negozi con investimenti per 500 milioni. Ciò detto però risulta incomprensibile l'accanimento fiscale nei confronti delle cooperative di consumo che rappresentano già la forma c+ooperativa con una maggiore imposizione”.