Le Pmi italiane presenti all'Ifa di Berlino sono alla ricerca di nuove opportunità di business per uscire dalla crisi, nonostante i timori per gli effetti della manovra
di Fabrizio Scatena |
15 settembre 2011

In questi giorni a Berlino è in svolgimento
la maggiore fiera dell'elettronica di consumo che può contare su un'affluenza 238.000 visitatori, 1.441 espositori su una superficie di 140.000 metri quadrati.
Un' ottima occasione per le imprese italiane espositrici d'incontrare distributori e buyer da tutto il mondo, con un investimento di tempo e risorse per reagire alla crisi ad alle preoccupazioni generate dalla recente manovra finanziaria.
Molti i manager e gli imprenditori presenti, come
Marco Cagnetta, general manager della Cellular Line, che è lì per incontrare distributori dell'Est Europa e Russia, ma anche del Nord Africa, Israele e Turchia. “
Lo scenario dell'elettronica è in calo ma per fortuna c'è il traino di smartphone e tablet, segmenti molto ricettivi”, sottolinea inoltre che «nei primi otto mesi dell'anno l'export è cresciuto del 60% contro una media nazionale del 30%”.
Altri imprenditori che focalizzano il loro core business nella vendita di accessori per le tv, sono all'Ifa per incontrare buyer del piccolo mercato maltese, dove è in corso lo switch over, un mercato di nicchia molto appetibile.
Altro aspetto interessante della fiera di Berlino, è la presenza di società alla ricerca di quei produttori che non pagano le royalties ai licenziatari, ma che espongono dispositivi dotati di tecnologie protette senza averne il diritto.
Esempio virtuoso di questa lotta contro chi non è in regola, è la
Sisvel technology di Torino, società tra i leader mondiali nella gestione e difesa della proprietà intellettuale.
Grazie alle sue indagini ha scoperto che i i cinesi della
Express Luck, esponevano modelli di tv che offrivano tecnologia Mpeg senza aver pagato la licenza richiesta per la commercializzazione dei loro prodotti.
Si direbbe che la Cina oltre ad essere la potenza economica leader mondiale, si fa notare anche per la sua grande capacità di “truffare” i partner commerciali.
Fabrizio Scatena