Il Tesoro ha immesso sul mercato il nuovo Btp a cinque anni ad un tasso volato al 5,6% dal 4,93% dell'ultima asta. Si tratta del livello più elevato raggiunto nei 12 anni di vita dell'euro. Il Btp 15 settembre 2016 è stato venduto per 3,865 miliardi di euro quando le richieste sono state di 4,945 miliardi confermando quanto previsto dal Tesoro nonostante la reazioni del mercato azionistico non del tutto pacate. Se i mercati azionari infatti avevano inziato la seduta positivamente i toni sono cambiati presto a seguito di un calo eccessivo delle quotazioni del BTp. Per sostenere la vendita è intervenuta anche la Banca Centrale Europea proponendo prezzi in acquisto per evitare degenerazioni della situazione. Il tasso conclusivo di assegnazione sul debuttante quinquennale è arrivato a soglia 5,60% equivalente a un rialzo di 67 centesimi rispetto all'emissione precedente di luglio.Gli analisti hanno commentato che “La concessione questa volta è stata pesante; il Tesoro ha dovuto accettare prezzi bassi per collocare un ammontare importante”. Situazione simile comunque si è registrata anche in Belgio, dove il Tesoro ha dovuto alzare il rendimento per collocare i suoi T-bill a tre e 12 mesi, venduti rispettivamente all'1,06% e all'1,42% contro lo 0,81% e l'1,13% dell'asta precedente di agosto.
Il Tesoro ha preferito emettere un BTp a 15 anni non più in corso di emissione e con vita residua di 9 anni rispettando il trend degli acquisti della Bce e dell'Eurosistema che si stanno concentrando su scadenze comprese tra i 5 e i 10 anni. Dando uno sguardo agli off-the-run si nota che sono stati collocati con i seguenti rendimenti: il BTp agosto 2018 al 5.59%, il BTp febbraio 2020 al 5.49% e il BTP settembre 2020 al 5.47 per cento.
A breve sarà la volta della Spagna, pronta ad emettere buoni con scadenze tra il 20019 e 2020 per un importo che si situa tra i 3 e i 4 miliardi (i rendimenti attualmente per i “bonos” a dieci anni rendevano il 5,40%, quelli a otto anni appena sopra il 5 per cento). L’Italia per alleviare le tensioni pre-asta dovrebbe in futuro puntare a integrare fonti alternative di raccolta come il conto disponibilità di tesoreria e forme di prestito tra Stati.





