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PMI Dome

Segnali di cedimento per il mercato IT italiano

Entro fine anno il comparto perderà tra il -1,2 e -2,8%
Redazione PMI-dome | 28 settembre 2011
Assinform, associazione italiana per l'Information technology, ha reso noti i risultati di un’indagine riguardante l’andamento del comparto delle tecnologie dell’informazione segnalando una caduta del -1,7% che entro fine anno potrebbe aggravarsi (i dati parlano di ulteriore crollo tra -1,2% e 2,8%). Soffre tanto la vendita di apparecchi come notebook e desktop i primi con un'inflessione del -14,6% (2.100.000 unità) e i secondi -9,7% (940.000 unità). Perde quota anche l’hardware (-4,1%) e i servizi (-1,2%).

L’unico spiraglio per il settore è rappresentato dal software. La vendita di programmi ha fatto segnare un incremento modesto (+0,3%) ma sicuramente migliore rispetto alle altre performance. Grande trionfo per quanto riguarda i tablet pc con +347% (398.000 unità vendute). Si tratta di un boom vero e proprio che però non riesce a riscattare pienamente il settore, in quanto l’aumento di vendite di questi device ha eroso quote di mercato dei pc portatili. Soffrono anche le telcomunicazioni che chiudono a -2,7% totalizzando  20.150 milioni di euro, andamento negativo che prosegue nella linea dello scorso anno. Il “mobile”pur mostrando segnali di apertura appare come mercato saturo e di consguenza privo degli slanci che potrebbero dare una boccata di ossigeno al settore Tlc. Assinform ha lanciato delle proposte per migliorare la situazione: una di queste è l’investimento in digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni dei proventi realizzati dall’asta delle frequenze LTE (4G). Il costo stimato per effettuare tale operazione è di 200 milioni di euro, ben inferiore rispetto ai quasi 4 miliardi realizzati con l’asta (per la precisione 3.718.228.787) e il vantaggio sarebbe l’apertura del mercato verso nuovi investimenti a catena con notevoli benefici. Solo poche ore fa le frequenze 800Mhz sono state spartite tra i maggiori operatori italiani di telefonia mobile (Wind, Telecom, Vodafone, esclusa invece H3G). Nei prossimi giorni verranno assegnate anche le rimanenti 1.800, 2.000 e 2.600 Mhz.


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Tags (3)

mercato, IT, aziende
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