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PMI Dome

Conti dei soci sotto esame in caso di evasione fiscale

L’Agenzia delle Entrate può controllare tutti i conti societari se sospetta il mancato pagamento delle imposte
Redazione PMI-dome | 05 ottobre 2011
L'ordinanza n. 19888 della Corte di Cassazione, depositata il 29 settembre 2011 chiarisce che in caso vi sia il sospetto (presunzioni semplici) che i conti dell’impresa siano stati utilizzati per compiere illeciti ed avasioni, le indagini possono essere estese anche ai soci della società sottoposta a controllo. La chirificazione è arrivata seguito di un contenzioso nei confronti di una impresa srl. Durante i controlli sono stati verificati anche i conti dei soci, sospettati di essere stati utilizzati per fare acquisti e vendite evadendo le imposte. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dell’Agenzia delle Entrate in contrasto con quanto stabilito dalla commissione provinciale e regionale che aveva accolto le eccezioni dell’impresa.

La Guardia di Finanza e il Fisco hanno dunque piena legittimitĂ  di effettuare indagini su conti terzi che siano però riconducibili anche sulla base di semplici sospetti, alla societĂ  stessa. A contribuire ad alimentare i sospetti di evasione può essere il mancato chiarimento ad una richiesta da parte degli organi preposti alla verifica. La diatriba apertasi tra esperti di diritto si rifĂ  al metodo procedurale. Si sostiene in sostanza che sarebbe piĂą corretto individuare ed espliciitare gli elementi che fanno desumere una complicitĂ  nell’evasione da parte dei soci  attraverso l’utilizzo dei conti a loro associati e non un controllo a priori da cui rilevare, forse, elementi utili. Si tratta di una sottile differenza che però cambia di molto il modo di operare e l’efficacia delle azioni di contrasto oltre che una riduzione dei costi per le indagini.

L’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli, forte anche delle nuove misure adottate dal governo, tra cui la stretta sulle società di comodo (aumento della tassazione al 42%, la stretta sulle società in perdita e due penalizzazioni per le imprese che concedono in godimento a soci e familiari i propri beni: in questo caso sarà vietato alla società di dedurre i costi dei beni, e in più il socio dovrà pagare ai fini Irpef la differenza tra il valore d'uso e quanto paga alla società) e nuove norme antiriciclaggio (pagamento in contanti al massimo fino a 2499 €) . E stato inasprito il regime delle società non operative e l'utilizzo da parte dei soci dei beni della società. Le informazioni sui rapporti tra contribuenti e banche potranno essere usati per creare liste di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo. Tracciabilità delle operazioni e maggiori controlli più approfonditi dovrebbero rappresentare la corretta via al contrasto del triste fenomeno dell’evasione.


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