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PMI Dome

Italiani e Internet: + 9% i connessi

Per Audiweb sono 26 milioni le persone che in agosto si son collegate alla Rete
di Mirko Zago | 07 ottobre 2011
Audiweb ha rilevato nel mese di agosto che gli italiani che si sono connessi alla rete sono stati il 9,1% in più rispetto allo scorso anno, ovvero 26 milioni di persone (collegatesi almeno una volta).

Se si guarda il dato riferito alle connessioni quotidiane, la percentuale di incremento rimane sempre del +9% rispetto al 2010 ma il numero scende a 11 milioni di italiani. Sono ancora una volta i maschi a rappresentare la percentuale preponderante di utenti attivi (56,8% pari a 6 milioni; +7,6% rispetto all’anno precedente) soprattutto con un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. L’interesse delle donne per il web è evidente se si osserva l’andamento pari al +10,8% (una popolazione di 4,6 milioni di navigatrici).

Il tempo di connessione media sarebbe di 1 ora e 18 minuti, con una media di 155 pagine viste. Il maggior traffico è registrato negli orari d’ufficio, quindi a partire dalle 9 della mattina fino all’ora di pranzo, anche se il vero picco si registra tra le 15.00 e le 18.00. Se durante la notte il numero di individui cala notevolmente c’è però un’eccezione rappresentata dalla fascia oraria che va dalla mezzanotte alle 3, momento in cui si trovano davanti ai monitor ben 2 milioni di persone, con una consultazione media di 57 pagine, per una mezzora di navigazione. Il noto divario tra nord e sud sembra rivelare un’inversione di rotta: ad essere maggiormente connessi sono infatti i cittadini del sud e delle isole complessivamente 32,1% contro il 29,1% del Nord-Ovest, 17,4% del Centro e 16% del Nord-Est.

Nel frattempo varie ricerche testimoniano come l’incremento della banda larga abbia effetti positivi sull’andamento del Pil. L’ultimo studio pubblicato è quello voluto dalla Ericsson e condotto in collaborazione con Arthur D. Little e la Chalmers University of Technology. Stando ai risultati raddoppiando la velocità di connessione si genera un effetto positivo per il Pil pari al +0,3% equivalente a una crescita di 126 miliardi di dollari media per i Paesi dell’Ocse (si tratta di un settimo del tasso di crescita media annuale dei Paesi facenti parte dell’Organizzazione nell’ultimo decennio).

Per prevedere una crescita anche nel nostro Paese non si può dunque rinunciare alla lotta al digital divide, all’incremento della velocità di connessione con la creazione di Ngn (le nuove autostrade della rete) così come aumentare l’alfabetizzazione informatica della popolazione. Secondo Ericsson entro il 2016 il numero di persone connesse alla banda larga passerà da 1 miliardo a 5 miliardi, con una crescita importante delle possibilità lavorative nel campo dell’IT. Anche in questo si tratta di una opportunità da non sottovalutare nel processo di crescita di una nazione puntando sulla stabilità per il futuro.


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Internet, italia, ricerca
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