di Redazione PMI-Dome |
10 ottobre 2011

Il settore della ricerca si trova in un momento cruciale: da un lato il sapere innovare equivale a spingere l’economia di un Paese a competere a livello internazionale dall’altro è un settore che deve sopportare a volte più di altri, tagli e mancanza di invetitori. Per venire incontro alle esigenze dei ricercatori e alla necessità di innovare delle imprese italiane, vi sono i fondi regionali pubblicati con periodici bandi.
“Questi bandi si sono dimostrati degli utili strumenti per ridurre i tempi di realizzazione dei prototipi. Quando si percorre la via dell'autofinanziamento invece il ciclo si allunga e di molto” – spiega Andrea Lazzarini, ad della Ralc Italia, Pmi in provincia di Udine che progetta e realizza automazioni industriali. Ulteriori testimonianze che finanziamenti di questo tipo possono essere l’ancora di salvezza per molte piccole e medie imprese giungono anche da Mirco Cainelli, ad della Capi Group di Calliano, in provincia di Trento, specializzata nella produzione di corone epicicloidali.
L’azienda che conta 65 dipendenti e un fatturato di 26 milioni di euro si è trovata nella situazione di poter salire di segmento adottando un macchinario del peso di 200 tonnellate del costo di 1,5 milioni di euro da progettare e realizzare on site da un’azienda estera specializzata. In un periodo difficile trovare fondi per sostenere una spesa simile non è stato semplice, ma in aiuto di Cainelli è giunto il Fondo impianti tecnologici» di Trentino Sviluppo, agenzia creata dalla provincia autonoma di Trento. “Il fondo valuta anche le ricadute occupazionali, i vantaggi per l'azienda e il territorio. Dopo questo investimento siamo entrati in nuovi mercati e ci misuriamo con quattro competitor in Europa producendo corone dentate di altissima precisione con un importante taglio dei costi” – continua il responsabile dell’azienda. Altra iniziativa importante nel territorio trentino è il progetto Dana, a cui la Capi Group ha aderito, che mira a trasferire know-how dalle multinazionali alle Pmi.
Assernet, software house di Foggia, specializzata nelle soluzioni per la PA ha deciso di rilanciarsi nel mercato stringendo accordi con l'università del Salento e un’altra decina di imprese al fine di richiedere finanziamenti per l’innovazione. “Ci sarà una parte di ricerca industriale e una sperimentale - commenta Palma Valente, ad dell’azienda, che attende di conoscere l'esito delle graduatorie -. Senza quei fondi il lavoro sarà molto più lento perché le nostre risorse sono scarse”.
I Fondi regionali dimostrano così di essere la vera ancora di salvezza per le Pmi che vogliono crescere puntando sull’innovazione a salvaguardia dell’eccellenza italiana. Per riuscire ad accapparrarsi finanziamenti e agevolazioni economiche risulta sempre più fondamentale fare rete, attraverso l’incontro di aziende ma anche di università e istituti di ricerca.