Una marcia in più per vincere la crisi è rappresentata dall’unirsi e fare “reteâ€.Non basta eccellere in qualità della produzione e puntare ai mercati esteri. Per sopravvivere le imprese devono fare gioco forza unendosi in consorzi al fine di operare il trasferimento tecnologico. E’ questo il trend che stanno alimentando le regioni per incrementare la crescita e uscire dall’impasse dello stallo economico.
I fondi regionali sono una occasione che le imprese non possono farsi sfuggire. Da essi può dipendere la sopravvivenza di un’impresa e il suo grado di crescita. Ecco quindi che le Regioni dal canto loro cercano partnership con gli istituti di credito per elaborare linee di finanziamento ad hoc, con tasso agevolati o prestiti a fondo perduto per sostenere le realtà locali, specie piccole e medie imprese.
La settimana scorsa, sono stati presentati numerosi bandi regionali per dar credito alle imprese, complessivamente sono stati posti sul piatto oltre 500 milioni di euro indirizzati all'innovazione, alla creazione di spin off e di start up alla ricerca e al trasferimento del know-how.
Raffaello Balocco, responasbile scientifico dell'Osservatorio innovazione Ict e Pmi del Politecnico di Milano, conferma: “L'assessorato allo sviluppo delle regioni può svolgere un ruolo di pivot innovativo perché la Pa deve anticipare le esigenze delle aziendeâ€. “Si deve pensare a creare un "catalogo della ricerca industriale", come quello dell'Emilia-Romagna dove sono raccolte le ricerche, i progetti e le altre attività già svolte. In questo modo si riduce il rischio di doppioniâ€.
Una soluzione che potrebbe ovviare la costante richiesta di fondi e la mancanza di budget per sostenerli. Si tratterebbe in sostanza di premiare la vera innovazione, le idee originali che meritevoli di successo. Andrea Gibelli, vice presidente della Regione Lombardia e assessore all'Industria e Artigianato, propone al fine di evitare lungaggini burocratiche, il progetto che lui stesso definisce “assessorato itineranteâ€, incontri da farsi sul campo a stretto contatto con gli imprenditori per valutare con loro le necessità reali e pianificare programmi di crescita calibrati sui bisogni.
“I bandi consentono alle imprese di mettersi insieme, di aggregarsi per competere e di collaborare strettamente con università e centri di ricerca. L'obiettivo della Lombardia è di passare da un sistema di singole eccellenze a un sistema di cluster e di reti d'impresa che dialogano con il mondo accedemico. È fondamentale continuare a favorire i processi di aggregazione che possono aumentare la competitività unendo capacità , competenze e risorseâ€- afferma Gibelli.
Anche la Regione Veneto ha deciso di premiare chi fa innovazione e chi si aggrega. Marialuisa Coppola, assessore all'Economia e sviluppo, ricerca e innovazione del Veneto spiega: “Stiamo operando come piattaforma di raccordo pubblico per alimentare, veicolare e facilitare la trasferibilità del ricco patrimonio d'innovazione e la ricaduta dei risultati delle ricerche di università , centri di eccellenza e detentori della conoscenza verso le imprese, con le quali creare una rete di relazioniâ€. Ad oggi nella regione del nord-est sono stati finanziati 215 progetti con 44 milioni, quest’anno dovrebbe essere confermato un fondo di rotazione sostenuto da un plafond di 40 milioni di euro. La regione Puglia è attenta al problema e nel biennio 2010-2011 ha stanziato fondi per un miliardo di euro. “Abbiamo fatto in modo che la ricerca entri nella piccola impresa generando innovazione di processo e di prodotto - sottolinea Nichi Vendola, presidente della Regione –. Così anche le imprese più piccole si aggregano grazie ad incentivi ad hoc e accedono a piattaforme innovative che non potrebbero permettersiâ€. La Regione Toscana ospita 5 distretti tecnologici e 12 poli d’innovazione con la volontà di aumentare la competitività . “Lavoreranno in sinergia con l'attività dei poli di innovazione e le aggregazioni di imprese e centri di ricerca†– ribadisce Gianfranco Simoncini, assessore alle Attività produttive, lavoro e formazione.
Liguaria e Piemonte sostengono le start-up e le piattaforme tecnologiche attraverso l’erogazione di fondi e con un piano per la competitività . Nel caso della Liguria le domande pervenute necessitano 14 milioni di euro contro i 9 stanziati, c0è quindi il bisogno di alimentare ulteriormente il plafond trovando accordi con le banche, soggetti indispensabili per garantire la piena realizzazione della stabilità economica necessaria alle imprese. Il convegno “Le imprese si confrontano con i territori†in programma allo Smau presso Fieramilanocity il 19 ottobre sarà occasione di dibattito e confronto. Qui il programma.





