Il Centro di Ricerca guiderà la China Development Bank Securities nella
scelta dei migliori investimenti nel nostro tessuto imprenditoriale
di Lorenzo Mari |
20 ottobre 2011

È Nomisma il fortunato centro che avrà l’onore e l’onere di gestire gli investimenti della China Development Bank Securities per gli investimenti in Europa. Il centro di ricerca si occuperà di guidare il management della banca nella ricerca delle migliori cianche di investimento nel nostro Paese, principalmente nel campo del manifatturiero, come era da attendersi. Sì perché il primo obiettivo degli investitori è quello di entrare nel mercato del Made in Italy più tecnico, dall’industria agricola e di trasformazione alla componentistica auto a, alla meccanica e alle macchine per la lavorazione del legno e del tessile.
Si tratta di un processo di acquisizione di know-how relativo alle tecnologie industriali, logistiche e di gestione dei processi produttivi, settori in cui la nascente ma poderosa industrializzazione della RPC è ancora carente. La banca vorrà dunque puntare sull’innovazione di processo, orientata alla crescita di medio periodo, dunque piuttosto stabile e particolarmente interessante per il nostro tessuto imprenditoriale. Si direbbe che si tratta insomma di buone notizie per le “gazzelle” del nostro Paese, presto la Cina potrebbe pensare a dare una mano agli imprenditori più avveniristici! E’ ovvio che stiamo semplificando in maniera eccessiva, eppure si tratta di una semplificazione che non va molto lontano dal panorama possibile, con buona pace di chi ancora intende puntare sul mercantilismo per proteggere l’economia.
Il passaggio dell’Italia per la CDBS è un punto chiave per una strategia che punta in ogni caso all’Europa.
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La ratio strategica di questo accordo – dice Modiano, presidente di Nomisma –
sta nella concezione che il governo e la finanza di Pechino hanno dell'Italia. Considerano il nostro Paese come una porta di ingresso sull'Europa in termini di investimenti e come una piattaforma logistica proiettata sull'Africa, che oggi per loro è fondamentale”.
La china Development Bank Securities è una controllata della China Development Bank, la policy bank usata dalle tecnostrutture del governo per finanziare le grandi opere e per fare crescere un tessuto produttivo autonomo rispetto all’ossatura economica del Paese tuttora costituita principalmente da aziende statalizzate. Ne è presidente Chen Yuan, ovvero il figlio di uno degli “eroi nazionali” definiti significativamente "otto immortali" i veri protagonisti della Lunga Marcia guidata da Mao Tse Tung.
Le ragioni per le quali la scelta della banca è caduta su Nomisma si devono ricercare in un primo momento, afferma Modiano, presidente del Centro di Ricerca, in punti di contatto di tipo personale, culturale e politico: “
Gao Jian, il numero due del gruppo finanziario cinese e principale fautore delle security di Stato in Cina, ha vissuto a Milano nei primi anni Settanta, quando la FinAfrica della Cariplo del banchiere cattolico Giordano Dell'Amore portava in Italia i giovani talenti dell'allora Terzo Mondo”, afferma il presidente. Ma ovviamente non mancano motivi squisitamente economico-finanziari, lo stesso Gao Jian è difatti membro del consiglio di amministrazione del Mandarin Fund, il fondo istituito nel 2006, durante il governo Prodi (che a sua volta è stato fondatore nel 1981 di Nomisma) anche grazie ai capitali italiani di Intesa Sanpaolo gruppo del quale lo stesso Pietro Modiano è stato manager. “
Il problema della fiducia reciproca è fondamentale con i cinesi – riflette Modiano –
e l'Europa, per loro, non è un mercato semplice. È il solo in cui, quest'anno, i loro investimenti diretti sono diminuiti, a differenza di quanto sta accadendo altrove”.