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PMI Dome

Il mutuo si fa piccolo e il loan to value scende

Negli ultimi sei mesi il valore medio delle erogazioni si è ridotto del 20%
di Andrea Chirichelli | 26 ottobre 2011
Comprare una casa e accendere un mutuo, due azioni strettamente collegate, se è vero che rarissimi sono i casi in cui anche chi potrebbe permetterselo, sceglie di pagare la propria abitazione in contanti.

Le banche marciano parecchio su questo e gli interessi si fanno sentire.

Un mutuo da 65mila euro, variabile e ventennale, può arrivare a costare complessivamente, a chi lo sceglie, oltre 90mila euro, tra tasse, balzelli, interessi e tassi che variano a seconda di come va l'economia.

In questo periodo, poi, si sa... c'è crisi, e l'Euribor è ai minimi: Tuttavia, la richiesta di mutui è in picchiata.

Secondo un'indagine di Mutuionline, considerando il periodo compreso tra aprile e settembre 2011, il valore medio delle erogazioni di mutuo si è ridotto del 20%. La percentuale sale fino al 24% se si isolano le sole richieste per l'acquisto della prima casa.

Le banche italiane hanno erogato mutui per ben 14,2 miliardi di euro nel secondo trimestre dell'anno. Se sommiamo il valore erogato nel primo trimestre del 2011, la quota totale di erogazioni raggiunge i 27,75 miliardi, segnando una notevole battuta d'arresto rispetto al 2010.

Nell'anno appena trascorso, infatti, l'ammontare erogato dai nostri istituti di credito è stato più elevato di circa il 7%, in una fase in cui solo il primo semestre aveva segnato un incremento rispetto al 2009 pari al 18%. Il dato, confrontato con la sostanziale stabilità sia del valore medio degli immobili (che oscilla tra 240.000 e 260.000 euro), sia dell'importo richiesto (che varia da 140.000 a 145.000 euro), implica un drastico calo della percentuale finanziata.

Se ad aprile 2011 le banche arrivavano a finanziare il 56% del valore dell'immobile, a settembre si fermano al 44%. In altre parole: se ad aprile il mutuo medio erogato era di 140mila euro, a settembre è sceso a 110mila euro. Numeri, questi, decisamente inferiori se paragonati ai valori dello stesso periodo dell’anno scorso, oppure anche al rialzo del +18% fatto registrare nell’ambito delle erogazioni durante il primo semestre del 2010.

Oggi la situazione è diversa: la crisi economica continua a farsi sentire ed il mondo delle banche è uno di quelli che da un lato stringe la cinghia, dall’altro deve fare i conti con le richieste di finanziamento dei consumatori.

Il quadro che affiora diventa anche più fosco se si considera solamente le erogazioni di mutui prima casa: in questo caso, il loan to value (vale a dire il finanziamento ottenuto rispetto al valore dell'immobile) si riduce maggiormente, passando dal 68% al 50%. Si è scesi, in sostanza, da 155mila a 120mila euro di mutuo.

"La ragione di questa flessione nelle erogazioni - spiega Alberto Genovese, AD di Mutui.it - va cercata, in primo luogo, nella maggiore diffidenza delle banche, sempre più restie a concedere mutui con Ltv molto elevati, non supportati da sufficienti garanzie".

Interessanti anche i dati sulla concentrazione territoriale delle operazioni di mutuo casa, con Roma che è la prima provincia italiana a contribuire alle erogazioni di finanziamenti immobiliari, con un volume complessivo di oltre 3,3 miliardi di euro, in sviluppo di quasi 9 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, e con una quota sul totale italiano pari all’11,6%, contro l’11% del 2010.

L’altra grande metropoli italiana, Milano, si deve invece “accontentare” di una fetta del mercato italiano pari al 10,9%, stabile su base annua, ma con una crescita delle erogazioni del 3,7% a quota 3,1 miliardi di euro.

Positivi, in trend inverso rispetto alle attese, i valori nel Sud del paese e nelle Isole, con un apprezzamento di 3,45 punti percentuali a quota 5,6 miliardi di euro, e una quota sul totale della nazione che supera il 20%.

Più difficile lo scenario, infine, nel centro-Italia: segnalata una contrazione del livello dei mutui erogati pari a 6,4 punti percentuali, per un totale di 6,5 miliardi di euro, ma una quota sul totale che tiene intorno al 23,6%.

L’analisi dei dati rilevati da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di Crif, un sistema che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie, sull’analisi dei mutui e la loro domanda dall’inizio dell’anno, registra che nei primi nove mesi del 2011 la riduzione delle richieste è stata dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2010. Le proiezioni indicano poi che a fine anno i mutui erogati dovrebbero attestarsi attorno alle 570 mila unità, rispetto le 700 circa del periodo pre-crisi. Le cifre dicono che prosegue la discesa del valore medio: da 139mila a 136 per mutuo.

Le famiglie - aggiunge Enrico Lodi, direttore generale Credit bureau services di Crif - hanno progressivamente perso la fiducia sulle aspettative di reddito, e, al contempo, è cresciuto il timore di una maggiore pressione fiscale per i prossimi 12 mesi”.


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Tags (4)

mutuo, casa, finanza, mercato
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