di Mirko Zago |
28 ottobre 2011

L’e-commerce italiano è in forte crescita. Secondo la ricerca sui mercati digitali consumer della School of management del Politecnico di Milano il giro d’affari del mercato online è destinato ad un incremento del 17% per un valore alla fine dell’anno 2011 di 7,6 miliardi.
Se già il 2010 ha fatto registrare un più che soddisfacente +15%, l’anno in corso è destinato a confermare il trend positivo. Si tratta di una crescita recente, nel 2009 il commercio elettronico è stato sostanzialmente piatto.
Per dare uno scossone al mercato sono stati necessari investimenti importanti, sia nazionali che stranieri. Un esempio di successo è fornito dalla statunitense Amazon, primo nome ad aver fatto comparsa nell’e-business già alla fine degli anni ’90. La scelta opulata di procedere all’apertura di uno store digitale anche nel nostro Paese solo nel novembre del 2010 (in netto ritardo rispetto ad altri mercati) testimonia che l’e-business italiano è ancora lontano dalla maturità, seppur da un paio di anni abbia fatto passi da gigante. A stimolare le aziende ad aprire un negozio virtuale vi sono la diffusione massiccia della rete oggi ampiamente disponibile anche in mobilità e con nuovi supporti come i tablet pc (per i quali la connessione è essenziale). Secondo l’osservatorio B2B di Netcomm e Politecnico i segmenti maggiormente attivi nell’apertura di store online sono l’abbigliamento, con un fatturato in crescita del 40%, a cui segue la vendita di libri (35%), informatica ed elettronica di consumo (25%), viaggi e biglietteria (14%).
E-business dal lato consumatore si traduce come un modo pratico e veloce per effettuare acquisti sicuri, con ampia possibilità di comparazione e la garanzia di spuntare il miglior prezzo. L’allargamento dell’offerta gioca a vantaggio soprattutto dei consumatori finali, che oltretutto possono aprofittare del fatto che i negozi online sono aperti 365 giorni all’anno e a qualsiasi ora.
Tutti vantaggi che hanno contribuito ampiamente a modificare le abitudini degli italiani, inizialmente restii a effettuare acquisti su Web.
“L’accelerazione dipende in piccola parte dall’affermarsi di una ‘nuova era internet’, basata su smartphone, tablet, social network e apps” – commenta il Politecnico di Milano.
L’Italia procede a ritmo serrato. Secondo l’istituto di ricerca Forrester la crescita media stimata nel resto del mondo è tra il 12 e il 14%. Tendenza dell’ultimo anno è anche l’affermarsi del social shopping.
Si tratta di una pratica che sta prendendo rapidamente piede nel nostro Paese. Il meccanismo è semplice, si cerca di attirare acquirente proponendo sconti particolarmente elevati che verranno applicati alla merce venduta al raggiungimento di un certo numero di persone interessate. Un ottimo modo per le aziende di farsi pubblicità, vendere stock di merci e guadagnare quindi dalla vendita di grandi quantità.
L’esempio più riuscito è Groupon, ma siti simili si stanno moltiplicando. Curiosando tra i web store più visitati, stando ai dati Nielsen Netrating per l’Italia, troviamo Amazon e Mediaworld a contendersi il podio a cui segue BuyVip, sito dedicato a vendite private.
Il responsabile dell’osservatorio B2C Alessandro Perego spiega: “I dati a nostra disposizione dicono che le novità di quest’anno hanno portato un forte aumento di visibilità per il mondo del commercio elettronico di cui hanno beneficiato tutti i maggiori competitor. Il numero delle persone disposte ad acquistare online è sicuramente aumentato in modo consistente negli ultimi 12 mesi. A novembre potremo dire di quanto, grazie a una ricerca in corso in queste settimane con Cartasì”.
Un settore in forte crescita che sembra non conoscere crisi. L’online è diventato canale di vendita irrinunciabile per qualsiasi impresa che venda prodotti o servizi. Unico rischio? L’ingerenza di player molto grandi che potrebbero erodere fette di mercato ai più piccoli che si affacciano al web con mezzi più limitati.