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E-commerce natalizio: eppur si muove...

Secondo i dati del Centre for Retail Research, a fronte di una crescita prevista dell’1,4% per tutte le vendite al dettaglio in Europa a Natale, gli acquisti online cresceranno del 17,3%
di Andrea Chirichelli | 03 novembre 2011
La crisi continua, la Grecia sta per salutare l'Europa con conseguenze catastrofiche, il lavoro non c'è... ma l'e-commerce va.

In attesa che in America si svolga l'annuale “Black Friday” che dà inizio al periodo di acquisti natalizi, seguito dal Cyber Monday, che monitora le spese degli americani su Internet, un'indagine commissionata da Kelkoo al Centre for Retail Research indica che le vendite su Web saliranno anche quest'anno a doppia cifra.

Niente male se si considera che le vendite offline sono previste in netta diminuzione.

Secondo l'indagine, considerando le sole vendite natalizie offline, si prevede un calo in Europa dello 0,5%, un decremento di 1,54 miliardi di euro (in Italia - 0,6% pari a 240 milioni di euro in meno nelle tasche dei commercianti al dettaglio) mentre, specie in Italia, la quota delle vendite online sulla spesa complessiva salirà al 4% del totale (1,76 miliardi di euro) con un tasso di crescita secondo solo a quello della Gran Bretagna.

Il segreto? Si risparmia.

I consumatori, insomma, sembrano aver vinto le principali resistenze all’acquisto online (uso della carta di credito, impossibilità di provare o toccare l’articolo) grazie soprattutto al forte risparmio che si può spuntare.

Gli Stati Uniti continuano a battere l’Europa quando si tratta di rapporto qualità/prezzo online, dal momento che il paniere di beni costa il 35,4% in meno rispetto alla media dell’Indice.

In buona parte ciò è dovuto alla debolezza del dollaro rispetto a sterlina ed euro, combinata con imposte sulle vendite più basse rispetto alle aliquote IVA europee.

Tuttavia, il Regno Unito, uno dei mercati retail online più maturi e competitivi al mondo, si posiziona subito dopo gli Stati Uniti, laddove il paniere britannico costa molto meno (-34%) della media dell’Indice. La Germania è subito dopo il Regno Unito in termini di rapporto qualità/prezzo (-17,5%), seguita a stretto giro da Italia (-17,3%), Svezia (-16,4%), Belgio (-13,9%) e Francia (-12,4%).

“In estrema sintesi si può affermare che le vendite online aiuteranno i consumi e l’economia italiana”, afferma Pierpaolo Zollo, country manager di Kelkoo Italia, Spagna e nuovi territori.

“Parlando dell’Italia – continua Zollo – sono certo i dati di crescita siano merito anche dell’apertura dei negozi (virtuali) italiani di potenze riconosciute dell’e-commerce come Amazon e credo che anche i siti di private sales (Vente Privée) abbiano fornito il loro contributo. A conferma di ciò, si registra un buon incremento delle vendite di articoli per lo sport, di abbigliamento, di accessori e di scarpe”.


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