Parola di Mario Polegato, il numero uno della Geox, durante il G20 dei
giovani imprenditori racconta la storia di successo della sua azienda e
dispensa consigli per i futuri manager
di Mirko Zago |
04 novembre 2011

“Da un'idea nasce un business. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani sia disposta a fare sacrifici, anche pesanti. Ma non serve raccogliere denari per tappare un buco” – ha detto rivolto alla platea.
Per incentivare i giovani a crescere e sostenere fiduciosamente le proprie idee occorrono azioni concrete. Tra queste “Incentivare le imprese che esportano, non far pagare i contributi - per un certo periodo - a quelle aziende che assumano giovani dai 20 ai 25-26 anni. I quali, a loro volta, potrebbero programmare il proprio futuro, pensare a una famiglia, a una casa.
In questo modo si risolverebbe un problema importante: quello psicologico. Chi non trova lavoro, infatti, è portato a credere di essere un incapace. Si può fare? Secondo me sì, e a costo zero. Certo, ci vuole fantasia. E ancora: insistere sulla formazione, sull'innovazione. E occorre soprattutto risvegliare questo popolo di inventori”.
Polegato ha approfittato dello spazio offertogli per commentare brevemente la situazione politica che sta influendo in modo non certo positivo sulle piccole e medie imprese. “Nei Paesi sviluppati come il nostro - aggiunge - la guerra si vince con le idee. Oggi ce ne sono poche, e annebbiate dal clima di odio. Così non si va da nessuna parte. Governo, opposizione e parti sociali dovrebbero chiudersi in una stanza, litigare, darsele di santa ragione per poi uscire, magari con le teste incerottate, con una soluzione praticabile”. Per uscire da una situazione così grave non si può rinunciare a grandi investimenti sostenuti dal governo. “Dobbiamo preoccuparci dei giovani, ma allo stesso tempo garantire il lavoro ai senior che ai giovani possono trasmettere la loro esperienza” – aggiunge Polegato.
Frasi a volte ingenue da un imprenditore di successo...
MI sorprendono certe frasi di Polegato quando parla dei nostri politici "Governo, opposizione e parti sociali dovrebbero chiudersi in una stanza, litigare, darsele di santa ragione per poi uscire, magari con le teste incerottate, con una soluzione praticabile" A me non sembra che ci sia un problema di dialogo in questo paese, ma di ingiustizia sociale, conflitto di interessi e a volte di pura delinquenza che ha presenze non solo nelle strade ma anche in alcuni corridoi istituzionali (vedi condannati in via definitiva e corrotti che siedono ANCORA in parlamento). la cosa brutta è che la aggior parte della nostra classe politica non ha semplicemente la volontà di dialogare (o anche litigare se è per questo) per il bene del nostro paese: ne è riprova il fatto che in un momento delicatissimo come questo c'è in carica un non-governo che da mesi non produce leggi o effettua azioni per il risanamento del paese, ma si occupa esclusivamente dei problemi del presidente del consiglio e di alcuni parlamentari. Sono mesi se non anni che c'è questa crisi e noi solo ora ce ne accorgiamo? Gli altri paesi l'hanno affrontata per tempo ed ora riescono a gestirla. Per non parlare del fatto che se si sciolgono le camere ora molti non saranno ri-eletti o non potrebbero prendere il tanto agognato vitalizio per non aver accumulato abbastanza anni di legislatura. Insomma, crolla Sansone con tutti i filistei, chissenefrega se un intero paese va in default, l'importante è prendere un vitalizio. Caro Polegato, apprezzo davvero il suo impegno e le sue idee, ma lei sta parlando di gente meschina a cui non importa davvero niente del proprio paese, altrimenti non ci trovavamo in questa situazione.
Inviato da Alessandro