Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

L’Italia dei fallimenti

Aumentano le procedure concorsuali. E il Belpaese si tinge di rosso... La soluzione? Un’efficace campagna di Risk Management
di Francesco Forestiero | 08 novembre 2011

Francesco Forestiero

Francesco Forestiero è Dottore Commercialista e Revisore contabile. Laureato in Economia Aziendale, ha studiato Giornalismo, Web Marketing e Scrittura Creativa. Ha conseguito anche due master, uno in Diritto Tributario e uno in Contabilità, Bilancio ed Operazioni straordinarie tra imprese. Attualmente lavora per Edizioni Master SpA. Si occupa della redazione del network PMI-Dome.com e coadiuva altri progetti legati al Web
Il malessere del tessuto imprenditoriale italiano si riassume in un’immagine vista e rivista centinaia di volte. Un titolare d’azienda sconfitto e in difficoltà che consegna le proprie scritture contabili e fiscali in tribunale, e vede segnare il proprio nome nei registri della cancelleria fallimentare.

È questo lo scenario tinteggiato da Cribis D&B (Gruppo CRIF) nello studio Analisi dei fallimenti in Italia. Uno scenario che, secondo la ricerca, è aumentato dell’8,7 %.

Sono infatti 8.566 i fallimenti registrati da gennaio a settembre 2011. Quasi 700 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo lo studio, è la Lombardia a detenere il primato per numero di fallimenti registrati: 1.872. Seguono: Lazio (848), Veneto (812), Campania (762), Emilia Romagna (697), Piemonte (635), Toscana (632) e Sicilia (455).

Per ciò che concerne i settori d’appartenenza, si recano di più in tribunale gli imprenditori edili e i commercianti, rispettivamente con 1.003 casi e 668. Poi, troviamo i servizi commerciali (534), le imprese operanti nel settore immobiliare (355), l'industria manufatti in metalli (347), i trasporti su gomma (339) e i ristoranti (323).

Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS D&B, ha commentato lo studio, dichiarando che sono necessarie: «efficaci politiche e procedure di Risk Management, che attraverso strumenti adeguati consentano di conoscere in maniera approfondita i partner commerciali, sia italiani sia esteri, con i quali instaurano rapporti commerciali» in modo da «cogliere i cambiamenti e le criticità prima che si traducano in bilanci non positivi o, peggio, in procedure in corso».

Ma, oggi come oggi, in un paese come il nostro - dove una crisi densa sta tarpando le ali dell’economia ormai da qualche anno e dove il credit crunch limita sempre più l’accesso al credito alle piccole e medie imprese - qual è la strategia ideale per la gestione del trade finanziario?

Difficile rispondere...


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido