L’epopea della Posta Elettronica Certificata (PEC) sembra non finire mai. Le scadenze si susseguono una dopo l’altra e gli “ultimatum†mettono paura per le sanzioni annunciate. Ma il poema epico continua, perpetuo, duraturo e, pagina dopo pagina, descrive il racconto di una manovra della Pubblica Amministrazione più volte criticata e disapprovata. Questa volta, tuttavia, pare che l’avventura sia davvero (?) giunta al capolinea. E la parola fine, porta la data del 29 novembre 2011.
E in effetti, mancano solo tre settimane alla scadenza del tempo concesso dal Dl 185/2008 (articolo 16, comma 6) per dotarsi di un indirizzo PEC e comunicarlo al Registro delle imprese. Un termine che dev'essere rispettato da tutte le società , di persone e di capitale.
Riusciranno ad onorare tale scadenza? Beh, a fine ottobre solo il 16,5 per cento era in regola. In altre parole, su un totale di 2 milioni e 700mila, solo 450mila società avevano comunicato al Registro la propria sede legale "elettronica".
Ad inizio ottobre la percentuale delle imprese a norma era del 15 per cento. In un mese di tempo, quindi, si è registrato un incremento dell’1,5 per cento. Soltanto, dell’1,5 per cento... Ci sarà l’impennata finale, dunque? È probabile, visto che nel Belpaese c’è la cattiva abitudine di provvedere alle incombenze burocratiche all’ultimo minuto; e visto, soprattutto, che si rischia una sanzione da 206 a 2.065 euro.
Massimo Vallone, il responsabile del settore amministrazione digitale di Confcommercio, dalle pagine de IlSole24ore di oggi, ha spiegato che «molte S.N.C. del commercio e dell'artigianato sono di fatto piccole aziende a conduzione familiare, con una struttura semplice, che magari si adegueranno alle nuove norme all'ultimo momento. Stiamo cercando di sensibilizzare le imprese sul fatto che la Pec rappresenterà un risparmio sia per l'imprenditore, sia per la pubblica amministrazione, che potranno fare a meno di milioni di raccomandate cartacee. Va in questa direzione anche il protocollo di intesa siglato alcuni mesi fa dall'Inail con le principali associazioni e confederazioni imprenditoriali, tra cui Confcommercio».
Claudio Bodini, invece, consigliere nazionale dei dottori commercialisti con delega alle tecnologie informatiche, ha parlato di una possibile soluzione per limitare i danni della messa in norma dell’ultimo momento. Ed ha affermato che «molte società si stanno attivando presso gli studi, e propongono al professionista pacchetti commerciali da offrire ai clienti che hanno bisogno della PEC». Secondo il consigliere questo è un punto importante. Un’opportunità da non sottovalutare, dato che è prevista la possibilità di segnalare al Registro imprese l'indirizzo di posta elettronica di uno studio professionale, il quale deve assistere l'impresa negli adempimenti burocratici.


Dottore Commercialista, Revisore contabile e Consulente Marketing, ha coordinato per anni la redazione del noto mensile Office Magazine. Esperto di Web, informatica e nuove tecnologie, ha coadiuvato numerosi progetti legati ad Internet e alla carta stampata, scrivendo e pubblicando centinaia di articoli, editoriali e studi di settore. Dopo la laurea in Economia Aziendale, ha studiato - tra l'altro - Web Marketing, Scrittura creativa e Giornalismo. Attualmente fa parte della redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale della nota trasmissione di Rai Due.




PEC... cos'è?
Ciao e buongiorno, ho spedito a tutti i nostri clienti la mail di avviso più di un anno fa, e poi 6 mesi fa ricordando che il 29 Novembre scadevano i termini per la realizzazione della PEC... Bene, solo il 5% ha aderito da tempo per tutto il resto, nebbia assoluta...
Inviato da loris