di Mirko Zago |
22 novembre 2011
Confcommercio in collaborazione con l’istituto di ricerca
Format ha elaborato un'indagine coinvolgendo le imprese del
Mezzogiorno per valutare lo stato di salute, le esigenze e le prospettive del tessuto imprenditoriale del territorio.
Dai dati emerge che
l’80% delle imprese continua a vivere sulla sua pelle la crisi, nonostante il 54% nutri fiducia sulla possibilità di uscirne indenne grazie alle proprie capacità.
I tre quarti delle imprese avverte un calo delle vendite e una contrazione dei ricavi, oltre che un aumento dei prezzi delle materie prime e un ritardo nella riscossione dei pagamenti in costante ritardo.
La soluzione per uscire da questa situzione sarebbe da ricercarsi nell’utilizzo sapiente dei
fondi europei e da una riduzione di sprechi della “macchina politica”, ma anche incentivare il turismo, sostenere il mercato del lavoro e l’innovazione, compreso la costruzione di infrastrutture adeguate.
Confcommercio sottolinea: “
La crisi sta avendo un impatto profondo ed esteso sulle imprese del Sud Italia che, pur mantenendo i 'nervi saldi', sollecitano alla politica e al nuovo Governo misure urgenti per rimettere in moto l'economia e risolvere alla radice i nodi della crescita del nostro paese che penalizzano fortemente le imprese del commercio, del turismo e dei servizi”.
Cosa viene chiesto al nuovo Governo?
Le misure da attuare con urgenza secondo gli imprenditori meridionali sono la
riduzione dei costi della politica, l’utilizzo
cosciente dei fondi europei per il Sud e le
cessioni del patrimonio pubblico. Inoltre, servono politiche per il lavoro (per l'82% delle imprese), più facilità d’
accesso al credito (53,2%), migliori
trasporti (49,3%),
politiche per il turismo (48,2%) e uno sforzo per favorire l'
innovazione (46,8%).
A riguardo sono oltre l’80% delle Pmi ad essere state costrette a rinunciare ad investimenti su questo frangente, trend confermato anche per il 2012-2013. Per permettere alle imprese italiane e in particolare quelle del sud si rende necessario inoltre costruire nuove strade e autostrade (51,4%).
Diminuire la pressione fiscale, impegno contro la criminalità e la contraffazione sono altre delle priorità elencate dagli intervistati e temi che verranno posti sul tavolo delle trattative col il neo eletto premier Mario Monti e discusse in occasione dell’incontro degli Stati Generali della Confederazione che si svolgerà martedì 22 novembre a Napoli, alle ore 10.30, presso la Camera di Commercio.