Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Le PMI hanno grandi difficoltà nel rimborso dei prestiti

Federconfidi propone il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti e del Fondo Italiano di Investimento
di Redazione PMI-Dome | 25 novembre 2011
I Consorzi Fidi, che si riuniranno oggi e domani a Torino per la consulta dei presidenti, in un comunicato evidenziano sconforto per la mancanza di risorse da destinare a finanziamenti per le nostre Pmi.

Pietro Mulatero, presidente di Federconfidi, la più grande federazione italiana che raccoglie 47 enti e 90mila imprese associate, sottolinea come vi siano grandi difficoltà nel rimborso dei prestiti, con un conseguente rialzo dei crediti a rischio nei primi 9 mesi del 2011. 

Lo scorso anno la moratoria sui debiti ha sterilizzato il problema – spiega Mulatero – ma ora l'aumento delle sofferenze è nell'ordine del 25-30 per cento. L'altro segnale di disagio che arriva dalle imprese è l'aumento delle richieste sul breve termine, ormai quasi il 50% del totale a fronte di un dato storico del 20 per cento – e aggiunge – L'aumento delle sofferenze è un tarlo che erode il nostro patrimonio e per continuare a sostenere le Pmi al nostro sistema servono nuove risorse”.

Quali sono i principali problemi? I requisiti patrimoniali dei confidi sono stati innalzati di molto e a vegliare su di loro c’è Bankitalia. Le nuove risorse dovrebbero arrivare dai soci ovvero dalle piccole e medie imprese ma nella realtà le Pmi sono impossibilitate ad ulteriori sforzi. D’altro canto la legge limita di molto i possibili finanziatori, perlopiù rappresentati da  Regioni e Camere di commercio. Secondo il presidente di Federconfidi si potrebbe invece coinvolgere anche la Cassa Depositi e Prestiti oppure il Fondo Italiano di Investimento. La finalità comune deve essere rappresentata dalla volontà di dare un sostegno al sistema delle Pmi.

Altro nodo da affrontare è la polverizzazione, in dieci anni le strutture di Federconfidi è stato ridotto del 44%. Per il presidente occorre però fare di più. “Dai 47 nostri confidi esistenti credo si debba arrivare ad un assetto con non più di una trentina di strutture. Il primo passo potrebbe essere la messa in comune dei servizi e l'integrazione di alcune attività, per poi arrivare in un secondo tempo alla fusione vera e propria. Teniamo conto che i confidi vigilati da Bankitalia devono sostenere oneri e procedure prima non presenti, dunque il costo della struttura diventa sempre più pesante e va ammortizzato con dimensioni adeguate”.

Anche l’eccessivo numero di convenzioni con le banche (959 per la precisione) andrebbe rivisto secondo Mulatero che commenta: “Sarebbe utile almeno avere pochi schemi standard, definiti dalla federazione, su cui poi ciascun consorzio possa negoziare condizioni ulteriori, ma lavorando già su una base solida e ben strutturata, che non costringa ogni volta a rifare i contratti da zero”.

Occorrerà nel 2012 fare i conti anche con   il problema della ricapitalizzazione e quello delle risorse del fondo centrale di garanzia, ridotte in modo significativo. Un momento non facile per i Confidi che necessitano dell’intervento delle istituzioni.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido