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PMI Dome

Ngn italiane, arrivano nuove regole

Condivisione tra gli operatori delle rispettive infrastrutture, semplificazione e l'armonizzazione delle procedure per consentire le realizzazione di reti a banda larga
di Andrea Chirichelli | 28 novembre 2011
Con la locuzione inglese Next Generation Networking (spesso utilizzata nell'acronimo NGN) si indica l'evoluzione delle reti di telecomunicazioni verso una tipologia di rete integrata nei servizi (una "next generation network" o "rete di prossima generazione") che consenta cioè il trasporto di tutte le informazioni ed i servizi (voce, dati, comunicazioni multimediali) incapsulando le stesse in pacchetti: nella maggior parte dei casi le reti di tipo NGN sono infatti basate sul protocollo IP.

Ora, in un’Italia forse prossima al default e luddista nell'animo, parlare di innovazione potrebbe sembrare un controsenso, ma proprio qualche giorno fa l'AgCom, l'Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni, ha approvato il "Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e coubicazione e condivisione di infrastrutture", segno che, almeno in questo settore, si stanno facendo passi avanti.

Il core della regolamentazione sta in pochi, semplici dettami: obbligo di condivisione tra i vari operatori di rete delle rispettive infrastrutture, di una sorta di catasto delle stesse, la semplificazione e l'armonizzazione delle procedure adottate dagli enti locali per consentire agli operatori le realizzazione sul territorio di reti a larga banda, attraverso apposite linee guida.

Intanto, non senza polemiche, esordisce l'offerta in fibra (fino) a 100Mbps di Telecom: il nuovo progetto di banda larga parte, come previsto, da Milano, Torino, Roma e Bari. L'AD di Telecom Italia Franco Bernabé, d'altronde, aveva promesso che entro il 2011 la sua azienda avrebbe iniziato l'offerta.Al livello tecnico Telecom parla di di una connessione in fibra ottica con velocità nominale di 100Mbps, e minimo di 60Mbps in download.

Correre però costa caro: un abbonamento flat che in promozione per un anno costa 45,38 euro al mese (con un contributo di attivazione di 121 euro e un prezzo totale senza promozione di 75,63 euro al mese) per solo il traffico dati e 71,59 euro al mese (101,88 senza l'offerta annuale) per quello che comprende anche le chiamate verso le direttrici locali e nazionali verso fissi.


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