Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Sviluppare App: ecco come mettersi in proprio

Nella società della conoscenza la figura dello sviluppatore di Applicazioni iPhone e mobile sta assumendo una centralità sempre maggiore. Ma cosa fare per iniziare?
di Fabrizio Scatena | 01 dicembre 2011

Fabrizio Scatena

Fabrizio Scatena è consulente commerciale e si occupa di marketing, sales management, servizi editoriali per la comunicazione d’impresa e formazione professionale. Laureato in Sociologia, ha conseguito un Master in Marketing, Comunicazione Web e Nuovi Media e diversi corsi di specializzazione in discipline manageriali
Il mito del “posto fisso” sta scomparendo e, parallelamente, nascono nuove professioni legate al mercato della conoscenze. 

Le nuove professioni oltre al continuo aggiornamento professionale, devono ricercare le migliori agevolazioni fiscali per mettersi in proprio, poiché la maggior parte di  knowledge workers lavorano come free lance o micro e piccoli imprenditori.

Oggi lo sviluppatore di Applicazioni mobile è una figura molto richiesta, grazie all'espansione costante del mercato dei tablet e dei telefoni cellulari.

Ecco alcune indicazioni generali di un possibile profilo per sviluppatori di Applicazioni.

Il primo passo è l'apertura di Partita Iva e l’iscrizione presso la Camera di Commercio. Inoltre, iscrizione alla gestione INPS artigiani/commercianti e relativo versamento contributivo in 4 rate trimestrali per un totale di circa 2.900,00 euro, fino ad un massimo di reddito d’impresa per l’anno 2011 pari ad euro 14.552,00. Oltre tale soglia di reddito, andranno versati i contributi a percentuale del 21% calcolati sull’eccedenza di reddito.

Tutti gli adempimenti in precedenza descritti vengono effettuati in via telematica tramite ComUnica. Occorre dotarsi di firma digitale, PEC o affidarsi ad un intermediario abilitato, come un dottore commercialista.

Un punto molto importante è capire quale regime contabile scegliere nel momento in cui si apre p. iva per realizzare quei risparmi d'imposta tanto desiderati.

Oggi essenzialmente abbiamo due scelte: regime semplificato o ordinario e regime dei contribuenti minimi.

Nel primo caso (regime semplificato/ordinario) saremo soggetti ad Irpef, Iva, Irap. Scegliere tra regime semplificato oppure ordinario non cambia la tipologia di tassazione, identica in entrambi i casi.

Il regime dei contribuenti minimi, invece, merita maggiore approfondimento, poiché prevede diverse agevolazioni fiscali e contabili.

Vediamo innanzitutto quali sono i requisiti per aderirvi:
•    l’attività sia nuova o iniziata successivamente al 31.12.2007;
•    conseguire ricavi, ragguagliati ad anno, non superiori a  30.000 euro;
•    non  effettuare cessioni all’esportazione, cioè non si può fatturare a clienti residenti fuori dell’Unione europea;
•    non sostenere spese per lavoratori dipendenti, co.co.co. o lavoratori a progetto, né corrisposto compensi ad associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;
•    nel triennio precedente non effettuare acquisti di beni strumentali, anche tramite locazione e leasing, per un ammontare superiore a € 15.000;
•    non si deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
•    l’attività non deve essere stata svolta in precedenza sotto forma di lavoro dipendente;

Il regime è applicabile al periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e nei quattro successivi e solo per i più giovani fino al compimento del 35esimo anno di età.

I contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Sono inoltre liberi dagli obblighi di liquidazione e versamento dell'Iva, dall’Irap, dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.

L'imputazione delle spese e dei ricavi al periodo d'imposta deve essere effettuata sulla base del cosiddetto "principio di cassa". Per quanto riguarda la tassazione sul reddito conseguito si applica un’imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali nella misura del 5%.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido