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PMI Dome

In calo il manifatturiero in Europa

L’Italia fa registrare valori minimi dal 2009
di Mirko Zago | 05 dicembre 2011
L’isituto di ricerca Markit che elabora l’indice relativo all’andamento del comparto manifatturiero ha evidenziato come il comparto abbia registrato nel mese di novembre nuovi minimi da luglio 2009.

Si tratta della quarta flessione consecutiva mensile accompagnata ad una contrazione della produzione e un calo degli ordini. L’indice si porta così a quota 46,4 punti rispetto ai 47,1 punti di ottobre. A rincuorare rimane il fatto che tutti i Paesi analizzati riportano indici sotto i 50 punti: in particolare Francia a quota 47,3 punti e Germania 47,9 punti facendo segnare valori minimi da 29 e 28 mesi rispettivamente. Altro Paese che segna cali importanti è l’Austria. La Grecia ha saputo far meglio con 40,9 punti in aumento mentre l’Italia 44 punti sui massimi da due mesi. Aumenti che nel breve periodo sembrano dunque buoni per i due Paesi ma che nel medio lungo termine registrano le perforformance peggiori. 

La contrazione è stata diffusa in tutti i Paesi come ricordato da Chris Williamson, capo economista di Markit. La crisi del debito si sta dunque spostando dalla periferia ai Paesi centrali. Sia la produzione che i nuovi ordini sono diminuiti a tassi mai osservati – ha aggiunto Williamson – concludendo “l'ulteriore declino del rapporto tra i nuovi ordini e le giacenze suggerisce che la produzione si ridurrà a dicembre a un tasso ancora più veloce. Le imprese manifatturiere hanno anche dovuto diminuire i loro livelli occupazionali per la prima volta da un anno e mezzo, a causa delle vendite minori e delle previsioni economiche più pessimiste, rendendo evidenti le incertezze circa le condizioni commerciali”.

Il crollo degli ordini ha scatenato una diminuzione importante del lavoro e un tasso di declino che si porta a valori record. A perdere occupazione sono in particolare la Spagna e la Grecia nonostante si siano mostrati meno opprimenti i prezzi e le pressioni sulla catena di distribuzione dei prodotti.

A confermare la recessione è anche il centro studi di Confindustria che mostra come la flessione sia stata dell’ordine del -2,4% con una produzione che nel comparto manifatturiero è quantificabile al - 2% da agosto con ordini che scendono del 6,4% rispetto ai mesi estivi. L’indicatore Ocse è in calo dell’1,0% in ottobre, facendo stimare che la recessione non se ne andrà prima di metà del 2012.  In un clima così negativo, la fiducia degli imprenditori verso prospettive di un futuro roseo sembra sempre più bassa -34.3% in settembre da -2.7% in giugno, sempre secondo Confindustria.


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