Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Il potere d'acquisto degli italiani? Scende

L’Italia deve muoversi subito. Già nel 2015 potrebbe scendere al 15esimo posto
di Redazione PMI-Dome.com | 13 dicembre 2011
Si prospetta un Natale eufemisticamente poco eccitante per le famiglie italiane. Il loro potere di acquisto nel secondo trimestre dell'anno è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% rispetto al secondo trimestre 2010.

Lo rileva l'Istat. Scende la propensione al risparmio delle famiglie: nel secondo trimestre è pari all'11,3%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre 2010. Lo comunica l'Istat. L'11,3% è il dato più basso dal primo trimestre 2000 (11,1%).

La flessione congiunturale del tasso di risparmio - spiega l’Istituto di ricerca - è il risultato di una crescita del reddito disponibile (+0,5%) più contenuta rispetto alla dinamica della spesa per consumi finali (+0,9%) espressa in valori correnti. Ugualmente, rispetto al secondo trimestre del 2010, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato del 2,3%, a fronte di una crescita del 3,7% della spesa delle famiglie per consumi finali.

Il calo del potere di acquisto degli italiani ha fatto scendere i consumi a tavola con una riduzione record del 6% per la carne di vitello e del 5% per i prodotti ittici, ma diminuiscono molto anche gli acquisti di pane (-9%) e di pasta (-4%). Ma le cattive notizie non sono finite.

Secondo Altroconsumo, a fronte di un aumento medio dei prezzi al consumo del 21%, c'è stata un'evoluzione più lenta nella crescita dei redditi pro capite (+14%) e una conseguente riduzione del potere d'acquisto pari al 7%. 

I comportamenti di spesa sono stati influenzati dal cammino lento e costante dell'inflazione, dagli aumenti di prezzo di cereali e derivati, con la dinamica speculativa che ne è seguita, dai picchi dei rincari in settori nevralgici per il bilancio familiare: trasporto marittimo (+147%) e aereo (+61%); treni (+46%); utenze acqua (+52%) e gas (+34%); bevande alcoliche e tabacchi (+53%). I premi Rc auto sono cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%), Palermo (+77%); note dolenti per i motociclisti a Roma, con un +136% sull'Rc moto. Lo scenario, pessimo, relativo al diminuito potere d'acquisto delle famiglie italiane non cambia se l'analisi da locale diventa globale.

Secondo l’Index 2015, un indice statistico che determina le quote di mercato online di ogni paese dalla combinazione di popolazione internet e relativo PIL pro capite, l’Italia, starebbe per scendere dal decimo al quindicesimo posto con una variazione della quota di mercato del -43,4% rispetto al 2011.Lo studio è stato realizzato per aiutare chiunque si occupi di marketing online, gestisca un e-commerce o un blog a ottenere il miglior ritorno di investimento online traducendo un sito web.

Secondo la proiezione T-Index 2015, la Cina, con una quota di mercato pari al 18,8% contro l’11,5% del 2011, potrebbe spodestare gli Stati Uniti dal primo posto della classifica. Gli Usa passerebbero infatti, da un potere d’acquisto online del 24,4% nel 2011 al 16,8% nel 2015. Il Giappone rimarrebbe al terzo posto nonostante la variazione negativa della quota di mercato rispetto al 2011 del -25,7%. Il Brasile con una variazione della quota di mercato stimata del +43,3% salirebbe al quarto posto, lasciandosi alle spalle la Germania con una variazione in negativo rispetto al 2011 di -16,3%. La Russia salirebbe dall’ottavo al sesto posto con una variazione del +27,5%. La Francia scenderebbe di una posizione con una variazione del -2,9%. 

Il Regno Unito passerebbe dalla quinta all’ottava posizione con una variazione della quota di mercato del -27% rispetto al 2011. La Corea del sud resterebbe stabile al nono posto nonostante una variazione del -12 %. Sorpresa del Messico che entrerebbe nella top 10 prendendo il posto dell’Italia. Tra i paesi emergenti a crescere di più sono Cina (+63,4%), Brasile (+43,3%), Russia (+27,5%), (+26,6%), Indonesia (+20,8) e Turchia (+20%).Se la Cina mantenesse il tasso di crescita che ha avuto dal 2005 al 2009, potrebbe effettivamente superare gli Stati Uniti nel 2015. Tuttavia, confrontando i dati dal 2005 al 2009 con quelli degli ultimi 2 anni, sembra che il trend della Cina subisca un lieve rallentamento, questo potrebbe influenzare la proiezione per il 2015. Il T-Index 2012 stabilirà se il trend sarà effettivamente confermato. 


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido