di Redazione PMI-Dome |
13 dicembre 2011
È l’art.12 della manovra Monti, quello riguardante “riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante” che tanto fa discutere in questi giorni.
In particolare il c. 2, lettera c) recita così “lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogati con strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate”.
Interessati non solo milioni di pensionati, si stima l’85,3%, pari a 14,3 milioni di soggetti, ma anche i lavoratori che percepiscono stipendi pubblici o compensi per una collaborazione.
In soccorso dei pensionati viene il c. 2, lettera d) della stessa norma che vieta alle banche e agli altri intermediari finanziari di addebitare alcun costo.
Il comma 3 dello stesso articolo 12 del decreto prevede che, entro tre mesi il Ministero dell’Economia e l’ABI definiranno con una convenzione le caratteristiche di un conto corrente di base da offrire ai pensionati, con i seguenti criteri:
- inclusione nell’offerta di un numero adeguato di servizi e operazioni, compresa la disponibilità di una carta di debito;
- struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente comparabile;
- fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese.