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PMI Dome

L'ICT è in crisi e gli stipendi sono sotto la media

Sono molti i giovani attratti dal settore, ma ci sono poche sicurezze e compensi limitati
di Mirko Zago | 23 dicembre 2011
L’osservatorio di Assintel ha scattato una foto del comparto Ict in Italia rivelando che anche in questo settore le imprese hanno perso mordente patendo gli effetti della crisi. Effetto di tale contrazione è ben visibile dando uno sguardo ai contratti di lavoro nell’Information and Communication Technology. Sempre meno dipendenti (-0,2%) rispetto allo scorso anno a fronte di una crescita del numero di lavoratori atipici e di partite Iva.

Su  oltre 600mila occupati, il 22 per cento ha contratti non strutturati mentre un quarto, pari a poco meno di 154mila lavoratori è un “autonomo”. A livello percentuale si registra un incremento pari al +3% su base annua. Il fatto che questi addetti del settore lavorino in modo esclusivo per un unico committente lascia credere che in buona parte dei casi si tratti di contratti di lavoro autonomo che mascherano però prestazioni di lavoro subordinato, con obblighi derivanti e con meno libertà d’azione. A fronte di un luogo di lavoro fisso, orari da rispettare e altre responsabilità tipiche dei lavoratori dipendenti si deve far fronte a spese per la contabilità, contributi minimi e tassazioni sempre più pressanti. Gli stipendi parallelamente sono cresciuti di poco e senza adattarsii all’inflazione, con un distacco di due punti percentuali.

Per Giorgio Rapari, presidente di Assintel Il taglio dei costi come strategia di sopravvivenza è la tentazione più pericolosa per le aziende tecnologiche perché sviluppo, formazione e innovazione dei talenti sono la garanzia del loro esistere sul mercato. Per rilanciare il comparto servono quindi misure che incentivino lo sviluppo di questi cervelli, anche introducendo lo strumento del voucher formativo per la piccola impresa e forme flessibili di valorizzazione delle competenze e dei meriti”.

La vera forza dell’Ict sembra essere l’attrazione di talenti giovani. GiGroup ha condotto in merito un’indagine su 2.000 neolaureati evidenziando come la percentuale di under 35 interessati a lavorare nel comparto è in aumento, soprattutto tra gli ingegneri. Questi giovani talentuosi si devono però mediamente accontetare di percepire uno stipendio mediamente inferiore del 5,5% rispetto ad altre professioni specialmente nel primo biennio di impiego e del 6,9% nei successivi 3-5 anni.

Assintel calcola inoltre che un “impiegato medio del settore Ict ha una retribuzione annua lorda di 26.963 euro, che cresce solo dell'1% rispetto al 2010, contro un tasso di crescita dell'inflazione del 2,8%”. Il divario tra nord è sud è fortissimo, si arriva a differenze pari al 18%, accentuato nelle piccole imprese (ricordiamo che il 33% delle imprese del comparto hanno meno di 50 addetti).

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Tags (4)

giovani, ict, stipendi, IVA
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