Unico spiraglio per l'Ue è il vertice sulla fiscalità che si concluderà a gennaio
di Redazione PMI-Dome |
11 gennaio 2012

A fine gennaio si concluderà il vertice dedicato al
rafforzamento della politica fiscale dell'eurozona, in anticipo rispetto al previsto.
I grandi protagonisti sono ancora una volta la
Francia e la
Germania, l'Italia del resto sta mettendo del “suo” per dimostrare che sta percorrendo la via della salvezza dopo numerosi richiami all'ordine. Si sta lentamente raggiungendo un equilibrio per quanto concerno la fiscalità, uno dei temi principali con cui occorre scontrarsi per uscire dalla crisi.
Molta attenzione è riservata ai titoli di stato, la Bce ha dovuto rendersi conto che l'acquisto di bond per come è avvenuto finora ha portato risultati alterni e solo parzialmente positivi. Servono dunque riforme importanti per garantire una rinascita solida e strutturata e far riacquistare fiducia agli investitori.
Non ha più senso trincerarsi dietro confini nazionali come tendono a fare le nostre banche, in un'Europa che si fonda sulla condivisione e un approccio tipicamente sovranazionale.
Che fine fanno i fondi? Sembra che quelli espatriati siano sempre meno, passati dal 53% al 38% nel corso del 2011. Un terzo circa sarebbero sicuri, affidati cioè alle mani degli Stati, banche centrali ecc. Ciò che non è ancora stato rimpatriato può trovare aiuto dalle politiche della Bce, andando a saldare il debito.
Si tratta però di un'azione contraria nei principi a ciò per cui l'Europa è nata, ovvero agire come grande potenza, in cui merci, denaro e saperi sono messi in comune. Ognuno cerca di riattirare ciò che di “sua proprietà” nelle sue casse, quasi non fidandosi dell'altro.
E' plausibile che in tempo di crisi si cerchi di farsi forza con ciò che già si possiede, senza badare ad ulteriori investimenti. Ma senza un impegno comune, senza quella condivisione comunitaria prospettata dagli artefici dell'Unione Europea, che senso ha l'Euro? Rischia di restare un simbolo per utopisti e un progetto da accudire come si trattasse di un bimbo indisciplinato.
Se gli Stati si chiudono, se ognuno pensa solo ed esclusivamente al proprio cortile, l'Europa intera rischia di rimanere affossata in un grave rallentamento della crescita a vantaggio delle economie emergenti.