Il gigante di Redmond sembra non brillare più come ai bei tempi. Finiti i fasti da ex (quasi) monopolista Microsoft deve fare i conti con una concorrenza agguerrita e un rallentamento vertiginoso nelle vendite di personal computer a favore di tablet e nuovi dispositivi, sempre più equipaggiati con prodotti di terzi (Android di Google è ormai campione indiscusso di preferenza e vendite).Tami Reller, Chief financial officer della sezione Windows, ha confermato agli investitori, durante una riunione preliminare, che lo scenario che si prospetta non è così felice come un tempo. Secondo indiscrezioni si starebbe valutando anche un taglio consistente di personale oltre che ristrutturazione delle operazioni di marketing. Ricordiamo che a “spingere” i prodotti Microsoft sono impiegati 25mila persone su un totale di organico di 90mila addetti. I maggiori competitor sembrano essere ancora una volta essere Google ed Apple a cui si affianca oggi anche Amazon. Steve Ballmer, Ceo dell’azienda, reputa i 13,9 miliardi di dollari per azioni di marketing sufficienti per contrastare i grandi marchi che danno del filo da torcere alla grande M, ma evidentemente allocati in maniera non soddisfacente.
A conti fatti i 19 miliardi di dollari fruttati ad Apple con la vendita di iPad e Mac spediti ai clienti business (+58% rispetto al 2010), è un avvertimento ad adottare nel breve tempo una strategia nuova per non soccombere.
Il futuro di Microsoft sembra dunque essere sempre più orientato al business, con l’acquisto di quote di Skype e sforzi per elaborare soluzioni cloud appetibili al mondo corporate. Si attende con ansia anche l’imminente lancio di Windows 8, su cui si ripone grande fiducia così come ci si allegra delle stime promettenti di vendite di Windows Phone: secondo Morgan Stanley 43 milioni di vendite nel 2012 (37 milioni a marchio Nokia e 6 milioni a marchio Htc). Le stime per il 2013 parlano addirittura di 74 milioni di telefonini equipaggiati con Windows, con un estensione di produttori che si allargherebbe anche a Lg, Acer e Zte. Sempre che Amazon non si intrometta troppo a stravolgere i piani.





