Il gigante della comunicazione “social” Facebook non si da pace. La sua lotta continua ad accrescere il suo numero di utilizzatori non conosce tregua. D’altronde milioni di persone equivalgono a miliardi di fatturato. Stando alle previsioni di Efficient Frontier, il colosso prospetta di castalizzare per quest’anno il 5% del totale delle transazioni orientate alla pubblicità sul web competendo direttamente con nomi storici dell’online advertising come Microsoft e ancor più Google e Yahoo.
Sembra che per una volta non vi sarà cannibalismo verso i prodotti di una azienda a scapito di altre, poichè si prevede che i budget dedicati alla pubblicità in salsa social siano destinati a crescere senza danneggiare investimenti su altri canali. Per trionfare Facebook sta cercando di accaparrarsi altri 200 milioni di utenti, riuscendo questa volta a tagliare il traguardo del miliardi di utenti attivi. La strategia per raggiungere tale record sembra quella di spostarsi verso i paesi emergenti come Brasile e India in cui il social network per diverse ragioni non ha ancora attecchito. Per l’isituto di ricerca iCrossing il taglio del nastro non dovrebbe essere troppo lontano, dovrebbero bastare nove mesi. Rimangono da risolvere alcuni questiti con gli stakeholders abbastanza “tradizionalisti” in questi paesi. La recente contestazione del governo verso alcuni messaggi diffamatori contro la religione apparsi in Facebook e non prontamente eliminati, potrebbe essere il presagio che la “colonizzazione” non sarà tutta rosa e fiori.
Nel frattempo migliorano le performance anche della pubblciità mobile oriented. Sempre maggiore è la percentuale di utenti che ussufruiscono del servizio di networking in mobilità . Anche questo partecipa da un lato all’incremento vertiginoso di sviluppo di applicazioni distribuite gratuitamente e ripagate proprio grazie alla pubblicità e dall’altro un incremento generalizzato dell’interesse degli utenti verso le inserzioni commerciali, che dovrebbe corrispondere ad un incremento di click sulla pubblicità pari al 16%-22% durante l’anno in corso.





