di Redazione PMI-Dome |
31 gennaio 2012

Il
CNDCEC attraverso il suo presidente,
Claudio Siciliotti, ha espresso la sua idea sul fronte liberalizzazioni.
Intervenuto a
Radio 24 ha denunciato una mancanza di dialogo che ha portato a questa situazione generale di malcontento. «Questo è un Paese dove protestano tutti, io vorrei che qualcuno fosse in grado di fare delle proposte. Quello che manca e quello che imputo principalmente a Confindustria è proprio questa mancanza di lungimiranza in una collaborazione strategica perché i produttori ed i professionisti sono quelli che rialzeranno questo Paese. Invece di dedicare sforzi nei “corridoi” per fare norme che aboliscano gli esami di Stato e riducano i membri dei collegi sindacali, affrontino insieme a noi la ricostruzione di questo Paese come possiamo farlo con una normativa che conosciamo e possiamo migliorare assieme, con una sinergia che non vuol dire che qualcuno deve per forza ascoltare l'altro ma si confronti con l'altro. Questo Paese non lo rialza lo Stato, lo rialza il Paese stesso le categorie produttive e nelle categorie produttive ci sono gli imprenditori e ci sono i professionisti, le uniche persone che devono svegliarsi la mattina ed inventarsi la giornata perché non c'è nessuno che gliela garantisce. Questo darà il rilancio al Paese e mi auguro che questa venga capito con lungimiranza e non con logica sindacale».
Partecipa alla trasmissione anche il
presidente Ungdcec,
Eleonora Di Vona, la quale ha riaffermato la propria indignazione per le disposizioni che il Governo ha presentato nel pacchetto sulle liberalizzazioni.