Intervengono gli eurodeputati. Si chiede alla Commissione di rivedere Basilea 3. D’accordo anche l’Abi
di Redazione PMI-Dome |
13 febbraio 2012

Gli eurodeputati italiani hanno sollevato forti perplessità a riguardo dei nuovi requisiti imposti dall’
Eba,
European bank authority, nei confronti degli isitituti bancari.
Il nemico sembra essere
Basilea 3, una riforma introdotta per rafforzare le banche ed ostacolare ulteriori crisi economiche, che pecca però di eccessiva rigidità. Le banche italiane, già sottoposte a stress test la scorsa estate, hanno dimostrato di sapere reggere bene ed essersi già impiegate in azioni preventive di rafforzamento e sostegno. Una loro nuova ricapitalizzazione sottostando ai nuovi requisiti stringenti potrebbe provocare un credit crunch verso le imprese. Si verificherebbe in parole povere una stretta al credito che impedirebbe alle piccole e medie imprese di accedere al credito di cui hanno bisogno per non essere inghiottite.
L’appello alla
Commissione Europea per richiedere una maggior elasticità nell’applicazione delle nuove regole e uno slittamento della data di entrata in vigore ha trovato l’accordo sia di destra che di sinistra. Il
vicepresidente del Pe Roberta Angelilli (Ppe-Pdl) ha ricordato l’importanza di sostenere a braccia tese le pmi italiane, che rappresentano il 98% del sistema produttivo nazionale: “Se vogliamo superare realmente la crisi è necessario garantire una durevole prospettiva di accesso al credito alle Pmi” – ha affermato.
Il contenuto dell’appello invita la Commissione a “
verificare se la decisione dell' Autorità bancaria europea di anticipare il rafforzamento dei requisiti patrimoniali a giugno 2012 sia stata adottata tenendo conto delle conseguenze pro-cicliche e degli effetti sul finanziamento dell'economia reale e se sia stato tenuto in considerazione il tessuto economico italiano, basato su piccole e medie imprese con dimensioni medie inferiori a livello Ue, quindi maggiormente dipendenti dal credito bancario e più penalizzate dall'introduzione dei nuovi capital ratios”.
A favore dell’interrogazione parlamentare si è unito anche
Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, contrario ad un inasprimento delle regole già stringenti per le banche. E’ stato inoltre richiesto di “
introdurre nelle proposte di implementazione degli accordi di Basilea III un moltiplicatore detto 'Pmi Supporting Factor', un meccanismo di supporto agli impieghi bancari verso le Pmi che applicato al calcolo del rischio del credito consenta di evitare una ulteriore flessione nell'erogazione del credito alle Pmi” – questo quanto si legge nella nota.