di Redazione PMI-Dome |
16 febbraio 2012

Il contratto d’
affitto d’azienda, disciplinato dagli
articoli 2561 e
2562 del Codice civile, è un atto con il quale un soggetto concede ad un terzo il diritto di utilizzare la propria azienda, o un ramo di essa, dietro pagamento di un corrispettivo.
L’affittuario ha l’obbligo di gestire l’azienda senza modificarne la denominazione e di conservare l’efficienza economica dei beni ricevuti.
In linea di principio, l'affitto di azienda
è un'operazione imponibile ai fini IVA in quanto l'art. 3 comma 2 n. 1 del DPR 633/72 la qualifica come prestazioni di servizi. In caso di affitto dell'azienda, di regola, il locatore mantiene la soggettività passiva IVA.
Vediamo come viene gestito in dichiarazione iva l’affitto d’azienda.
Bisogna distinguere se l’imprenditore fitta l’intera azienda o un ramo di esso.
Nel primo caso, l’imprenditore che fitta l’unica azienda,
perde lo status di imprenditore. E’ esonerato dalla presentazione della dichiarazione annuale, a meno che nel periodo di affitto non effettui cessioni di beni facenti parte dell’azienda, nel qual caso sussiste comunque l’obbligo di fatturazione, registrazione, liquidazione dell’imposta e presentazione della dichiarazione annuale.
L’
affittuario deve, invece, rispettare tutti gli obblighi previsti compreso quello di presentazione della dichiarazione.
Nel caso di affitto di ramo d’azienda il concedente continua ad essere
soggetto passivo d’imposta (i canoni di affitto soggetti ad Iva, rientrano nell’attività d’impresa) ed è tenuto alla presentazione della
Dichiarazione Iva annuale.