A fine anno dovrebbe diventare operativo il nuovo redditometro che misurerà con precisione la capacità contributiva dei cittadini italiani, contrastando ancora più efficacemente l’evasione. Gli accertamenti, per voce di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, dovrebbero venire in breve estesi anche a lavoratori autonomi e imprenditori. Si tratta di azioni di potenziamernto degli accertamenti sintentici inseriti nell’articolo 10 della bozza di riforma fiscale prossima ad essere presentata al Consiglio dei ministri.
I controlli incrociati saranno in grado di prevedere se il maggior reddito accertato ai fini Irpef possa ripercuotersi anche sugli obblighi contributivi in relazione con l’attività svolta. Non sarà più quindi solo l’imposta sul reddito delle persone fisiche a contribuire a determinare e comprovare il reddito, i controlli saranno ora a tutto tondo e tutte le informazioni fornite dal contribuente dovranno quadrare se non si vuole incorrere in controlli supplementari. Dovendosi riferire al reddito da lavoro autonomo o di impresa l’Agenzia delle entrate potrebbe contestare mancati pagamenti Iva, Irap o contributi previdenziali e assistenziali. Il nuovo strumento conterà inoltre su un’arma già in uso, ovvero gli studi di settore che saranno ritoccati considerando l’inasprimento delle condizioni economiche.
I lavoratori autonomi dovranno prestare particolare attenzione. Redditometro, studi di settore sono solo due degli strumenti più forti di controllo, ma va ricordato che anche la tracciabilità dei pagamenti superiori ai mille euro rientra nello stesso ordine di cose. Oltre a ciò i controlli mirati e a campioni continueranno ad essere utilizzati. In particolare verranno valutati “in modo appropriato e completo gli elementi contenuti nelle banche dati e prevedendo sinergie con altre autorità pubbliche”.
L’articolo 10 introduce anche la riservatezza dell’indagine conoscitiva, che potrà essere contestata solo una volta esplicitata. Sicurezza per i “vigilantes” ma anche per i contribuenti che avranno il diritto di non essere intralciati dagli accertatori, continuando a svolgere le attività senza interruzioni.





