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PMI Dome

PEC, il Mediatore Europeo si scusa con i Cittadini di Internet

L’Associazione Cittadini di Internet rilascia un comunicato stampa per spiegare la vicenda
di Francesco Forestiero | 27 marzo 2012
«Dopo quattro anni di lotta – si legge sulla nota – Cittadini di Internet incassa le scuse del Mediatore Europeo».

«Con lettera del 26 marzo 2012, a quattro anni dalla presentazione della denuncia alla commissione Europea da parte dell’associazione Cittadini di internet, firmata anche da ADICONSUM ed ANORC, il Mediatore chiede scusa all’associazione che bacchetta la Commissione Europea a lettere cubitali: “Il Mediatore conclude che il modo in cui la Commissione ha gestito la domanda di conferma del denunciante nel caso di specie è stato caratterizzato da una serie di errori e lacune. Sarebbe pertanto di grande utilità che la Commissione prendesse in considerazione iniziative tese a evitare tali errori e lacune in futuro. La prego di accettare le mie scuse per il tempo che ha richiesto il completamento di questa indagine”».

«Non sono sicuramente soddisfatto - dichiara Massimo Penco, Presidente dell’associazione - tutta questa vicenda dimostra che anche la scorciatoia dell’Unione Europea è una strada lunga da percorrere, ma noi non demordiamo. Del resto la molteplicità dei provvedimenti legislativi fatti per rendere la PEC made in Italy il sistema di comunicazione legale in Italia non hanno fatto altro che ingessare completamente il sistema rendendolo difficile da capire ed applicare, non mi meraviglia quindi che la stessa Unione Europea sia in estrema difficoltà a giudicare una situazione come questa unica nel suo genere non solo in Europa ma nel Mondo».

«Fortunatamente a qualcosa siamo riusciti - continua Penco - la Legge n° 2/2009 art.16/6 sancisce un'alternativa alla PEC made in Italy, ma successivamente, a norma approvata, lo stesso governo precedente a provveduto di fatto a bloccare l’applicazione della stessa rimandandola ad un regolamento che doveva essere emanato a fine 2009 e come al solito non è stato fatto stiamo ora discutendo con una serie d’interpelli il Ministero dello Sviluppo che sembra essere recettivo dei problemi riguardanti la PEC, rinviando ancora una volta l’obbligatorietà della stessa al 30 Giugno p.v. e risolvendo il non banale problema delle piccole imprese che possono ora non richiedere la PEC utilizzando quella del Commercialista».

«Abbiamo chiesto un incontro – conclude il Presidente – dopo alcuni scambi di normali email, “e non PEC”  ai quali ci è stato risposto, prima del scadenza per evitare, il reiterare della denuncia alla Commissione Europea dovuta in quanto numerosi dispositivi di legge sono usciti fuori dopo la presentazione della stessa, non ultimo il decreto sulle semplificazioni appena varato. Tutti sanno che il tentativo di Brunetta di dare una PEC detta anche CEC PAC a tutti i cittadini Italiani è fallito miseramente con un costo per i contribuenti di oltre 50 Milioni di Euro (la gara vinta da Poste e Telecom Italia, ndr). I professionisti hanno cercato e cercano in tutti i modi di evitare l’acquisto di una casella PEC, il 60% delle imprese non ha ancora una casella PEC, la stessa Pubblica amministrazione che doveva essere la prima ad averla e restia non solo a pubblicarla nei propri siti WEB ma ad adottarla, anche questo frutto di una approfondita indagine dell’associazione».


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