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PMI Dome

L’automotive chiede sostegno per il credito

Uno dei settori principali dell’industria italiana implora aiuto
di Redazione PMI-Dome | 16 aprile 2012
L’automotive è allo stremo. La chiusura dei rubinetti da parte delle banche ha messo in ginocchio molte aziende. Marco Vitale, presidente del fondo presidente del Fondo italiano di investimento per le Pmi, intervenuto all’assemblea Anfia afferma che “Il problema non può essere risolto solo dai fondi come il nostroâ€. “Non vi sono troppe scelte. Dobbiamo diventare tutti più internazionali e andare dove c’è o ci sarà lo sviluppo perchè in Europa sarà piatto e recessivo anno dopo annoâ€. L’invito è ancora una volta a valutare investimenti nell’internazionalizzazione e al creare reti.

Roberto Vavassori, manager di Brembo, neo presidente dell’associazione dei costruttori nazionali dell’auto ha confermato: “È indispensabile intervenire mettendo alla studio una serie di misure da disporre con urgenzaâ€. “Se aspettiamo ancora qualche mese le banche non avranno molto da erogare perché molte aziende saranno falliteâ€. Ha poi aggiunto: “Il nostro interesse prioritario - ha spiegato - è che il denaro ottenuto della Bce venga rimesso in circolo. Questo denaro non è stato erogato dalla Bce per merito di credito dei nostri istituti: è stato un primo passo perché attraverso di loro venga messo nel sistema, dalle aziende ai consumatori".

Vavassori ha terminato confidando in un ripensamento degli istituti di credito: "Credo a questo proposito che le banche debbano ragionare in termini più imprenditoriali prendendo qualche rischio anche superiore a quanto fatto nel passato. Se aspettiamo ancora qualche mese non avremo molto da erogare perché tantissime aziende rischiano di portare i libri in tribunale".

Il mondo dell’auto è in sofferenza, ma il suo impegno verso le grandi sfide come la sostenibilità ambientale e il rispetto delle più elevate norme qualitative non sono mai venuti meno.

A fronte di queste responsabilità confermate nel tempo, Anfia chiede anche una riforma dei provvedimenti punitivi nei confronti delle aziende dell’auto, attuando un sereno confronto per ottemperare le esigenze di gettito con quelle di equità e crescita per il settore.

Dopotutto, l’automotive partecipa da sola a sostenere l’11,4% del Pil annuo, garantendo oltre un milione di posti di lavoro.

Nel 2010 il settore ha contribuito per oltre 30 miliardi di euro alle entrate dell’erario – come ha ricordato lo stesso Vavassori.


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