Ancora tanta pazienza dovranno portare le imprese che già ultra tassate dovranno pure sopportare un ritardo nel rimborso dell’Iva per le tasse pagate in più. Non bastava la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, adesso sul capo delle imprese incombe un ulteriore peso. Il Governo ha riconosciuto i problemi relativi al rimborso dell’Iva. Al 31 gennaio scorso solo 23.416 domande di rimborso su un totale di 62.211 sono state accolte. I miliardi da erogare sono quantificabili in 8,6 ma ne sono stati liquidati solo 3.
Uno dei casi peggiori è rappresentato dalla provincia di Torino. Roberto Degioanni, segretario generale di Api Torino afferma: “solo in Provincia di Torino i crediti IVA vantati dalle PMI ammonterebbero già a diversi milioni, con singole imprese che aspettano rimborsi da 500 mila a due milioni di euro”. Una situazione che si aggrava giorno dopo giorni con effetti catastrofici per l’economia nazionale. Il 61,5 % delle imprese è costretto a non mettere mano nelle casse per far fronte a investimenti per migliorare la qualità dei prodotti o il processo di produzione. Si rimanda al futuro incrementando il gap innovativo con il resto d’Europa.
La politica si limita a rassicurazioni vaghe: “in conformità al piano di accelerazione avviato dall’Agenzia delle Entrate, gli importi relativi alle restanti richieste, qualora accolte, verranno erogati nel corso del 2012 tenuto conto della effettiva disponibilità finanziaria”.
Le associazioni di rappresentanza lamentano che la mancanza di soluzioni strutturali sta provocando un ulteriore peggioramento della salute giĂ precaria delle nostre imprese. Se la pressione fiscale non diminuirĂ nel medio termine e non sarĂ garantita una liquiditĂ adeguata, altre aziende saranno costrette a chiudere i battenti con danni per tutta la collettivitĂ .





