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PMI Dome

Advertising: la seconda giovinezza della radio

Uno dei mezzi di comunicazione classici è ancora un efficace investimento per la pubblicità, grazie anche alle potenzialità dei nuovi device mobile
di Fabrizio Scatena | 03 maggio 2012
Fabrizio Scatena è consulente aziendale e si occupa di marketing, sales management, servizi editoriali per la comunicazione d’impresa e formazione professionale. Laureato in Sociologia, ha conseguito un Master in Marketing, Comunicazione Web e Nuovi Media ed un programma accreditato in Project Management.
La recente ricerca Radio Monitor ha dimostrato il buono stato di salute della Radio tra gli Old e New Media. Questa “seconda giovinezza” del mezzo radiofonico è confermata dal giudizio positivo espresso dal 65,5% del campione intervistato da Gfk Eurisko.

Ben 34 milioni di persone ascoltano la radio quotidianamente, con picchi di 44 milioni. Sono numeri rilevanti per gli investitori pubblicitari, anche se attualmente gran parte dei budget (5 miliardi) vengono allocati nella televisione, rispetto ai 600 milioni investiti sulle radio.

Remo Lucchi, ad di GfK Eurisko, ha recentemente affermato che la radio: “è un mezzo straordinario e molto seguito che dovrebbe attirare maggiore attenzione da parte di tutti” sottolineando l'attualità, in termini di fruizione e di qualità dell'offerta di contenuti, proposta da un mezzo ritenuto “classico”.

I risultati di Radio Monitor, sono integrati con quelli di “Sinottica”, altra importante ricerca di Eurisko, particolarmente adatta per comprendere in quali contesti sociali e di consumo si posizionano le radio.

Sinottica conferma la forza delle radio nell'epoca dei New Media: il mezzo è capace di raggiungere ogni giorno il 65% degli italiani over 14 e l'84% ogni sette giorni.

Punto di forza è la sua capacità di accompagnare in ogni momento l'ascoltatore, sia quelli che utilizzano i radioricevitori tradizionali, sia coloro che scelgono di ascoltare musica, news e programmi a tema, su device come smartphone e tablet.

In particolare, il 64,1% del campione Eurisko ascolta la radio un macchina, il 41,5% con un radioricevitore, il 7,7% grazie alla televisione ed il 3,1% in Internet.

Questi dati offrono preziosi spunti di riflessione per gestire i budget pubblicitari da parte delle aziende, che dovrebbero scegliere il mezzo più efficace in relazione alla tipologia di prodotto da promuovere, e con il profilo sociale, economico e culturale degli ascoltatori o fruitori del mezzo.

Inoltre, nel caso della radio, con un unico investimento si possono sfruttare contemporaneamente il canale radiofonico più Internet, se le trasmissione dell'emittente vengono diffuse anche in streaming.


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