“Le istituzioni pubbliche nel marketing turistico” è il titolo del seminario tenutosi il 2 maggio presso la Facoltà di Scienze politiche (organizzatore dell’incontro) di Palazzo Gualandi, sede del Corso di laurea in Scienze del turismo e dell’organizzazione delle manifestazioni sportive di Giulianova (Abruzzo). Tra gli ospiti è intervenuto l’imprenditore Matteo Marzotto, già presidente dell’Enit (Agenzia Nazionale per il Turismo).Enrico Del Colle, preside della Facoltà , ha aperto i lavori. "Il settore turistico ? ha dichiarato ? grazie alla sua caratteristica di essere trasversale rispetto agli altri settori dell’economia, assume un ruolo centrale nello sviluppo locale. Lavori che abbiamo svolto in passato hanno fatto emergere il suo grande impatto sui livelli di reddito e di benessere del territorio, soprattutto in quelle aree del Mezzogiorno nelle quali l’attività industriale e terziaria non è così sviluppata come nelle regioni economicamente più avanzate del Centro-Nord".
Enrico Paolini, docente di Marketing turistico all’Università di Teramo, ha descritto le azioni concrete che le Pmi del turismo sono chiamate a compiere: “Le istituzioni pubbliche grazie anche a personalità di alto livello manageriale come Matteo Marzotto, sono chiamate a proporsi come il centro di un insieme di azioni che, coinvolgendo in modo integrato il livello delle istituzioni e quello delle imprese, consentano la predisposizione di quel giusto mix di fattori in grado di creare un pacchetto turistico accattivante e competitivo sul mercato”.
L’incontro si è tenuto alla volta dell’introduzione in alcune città della contestata tassa di soggiorno detta anche tassa sul turismo divenuta realtà a partire dal primo maggio. Una delle città che hanno introdotto l’”extra” che va dai 50 centesimi ai due euro figura Vicenza. Oscar Zago, presidente degli albergatori della Confcommercio di Vicenza, si augura che “i soldi dei Comuni che applicheranno l’imposta vadano nella stessa direzione, per fare promozione tutti assieme. Credo che il rischio momentaneo di uno spostamento dei clienti verso strutture fuori Vicenza riguardi il turismo d’affari, più che quello organizzato, perché i tour operator tendono a puntare all’interno delle città . Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, premesso che ogni tassa in questo momento economico è un deterrente in più, si deve dar merito al Comune di aver saputo calmierare e di aver capito le esigenze degli albergatori”.
Il caso di Vicenza è solo un esempio di quanto sta avvenendo in tutto il territorio nazionale con ripercussioni ancora incerte per il comparto.





