L’Italia forte degli sforzi dell’Ice o quel che ne resta (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), del Governo e le imprese e isitituti bancari è pronta a divenire partner commerciale preferenziale della Turchia. Il Paese ha le caratteristiche adatte per offrire ottime opportunità di crescita alle nostre Pmi che intendono investire capitali all’estero internazionalizzando. A Istanbul in questi giorni è in corso la Missione Economica Italia in Turchia con la quale si intende creare e rafforzare la partnership commerciale promuovendo investimenti nazionali e l’affermazione del Made in Italy in un’economia emergente come quella turca. La Turchia può rappresentare una opportunità strategica data la crescita dei mercati e la vicinanza geografica che facilita l’approdo rispetto ad altri paesi come Cina e America del Sud, percepiti ancora come troppo lontani dalle piccole imprese italiane.
I partecipanti alla “missione”
La missione ha coinvolto ABI (che ha messo a disposizione un plafond di 8 miliardi), Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese, ex ICE, Ministeri dello Sviluppo Economico e Affari Esteri è partita il primo maggio e si concluderà il 4 maggio. Hanno partecipato direttamente circa 160 aziende, 10 banche e 23 associazioni imprenditoriali che si sono avvicendati in un fitto programma di forum, workshop e tavole rotonde con i soggeti turchi coinvolti nel progetto.
Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Massimo Vari spiega: “si tratta di una iniziativa che si concluderà in Italia il prossimo 8 maggio con il vertice bilaterale di Roma, a conferma dell’importanza che i due Paesi attribuiscono l’uno all’altro. Il Made in Italy che a dispetto del difficile quadro congiunturale dà puntualmente prova di formidabili capacità di reazione”. Per Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere si tratta di “un’occasione per riaffermare il ruolo delle imprese italiane in un mercato tra i primi al mondo per dinamismo e, soprattutto, un’opportunità per ampliare il numero degli operatori coinvolti incrementando la partecipazione delle Pmi”. Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato conferma come “sui mercati esteri vince l’alta qualità dei prodotti Made in Italy” e ritiene fondamentale “fare di più per preservare e valorizzare questo nostro modello produttivo”. Per Emma Marcegaglia la Turchia è “un mercato di interesse prioritario per le imprese italiane sia come destinazione di investimenti, sia come sbocco per i prodotti del made in Italy”.
Perchè la Turchia?
E’ vicina, ha un Pil in crescita del +8,5%, è aperta a partnership, ha buone infrastrutture e una buona domanda interna. Nel 2010 ha visto crescere del 18,50% le emportazioni e del 29,80% le importazioni per contravalori rispettivamente di 135 e 240,80 miliardi di dollari. Tra i partner commerciali si contano oltre all’Italia anche Germania, Cina e Russia per un valore di 21,3 miliardi dollari di scambi (+28% rispetto al 2010).
“La Turchia, con la sua forte crescita economica e la sua popolazione ormai prossima a 80 milioni, rappresenta un mercato importante per le nostre aziende, di cui oltre 900 già operanti nel Paese. Inoltre, con uno stock di investimenti diretti italiani pari a 4,5 miliardi di dollari, le nostre imprese dimostrano di essere attente alle potenzialità ” – ricorda Riccardo Monti, consigliere per l’Internazionalizzazione del Ministro dello Sviluppo Economico e presidente designato dell’ICE.





