Le piccole e medie imprese sono le prime destinatarie dei nuovi servizi di Cloud computing e i fornitori si moltiplicano. L’adozione di questa tecnologia, nonostante sia promettente, sembra ancora andare a rilento rispetto alle piene potenzialità . Non ci sono però dubbi che il futuro prospetti una crescita vertiginosa delle aziende che abbracceranno la completa digitalizzazione dei loro sistemi informatici.
Una recente ricerca riguardante l’IT-as-a-Service mostra come il 64% delle imprese non abbia ancora previsto il passaggio al cloud, ma il 36% conta di farlo entro quest’anno qualora non l’avesse ancora fatto. Il 43% delle imprese sta studiando come orientarsi al mercato del Cloud e con quale approccio. Nonostante si tratti di servizi che possono di fatto ridurre i costi per le imprese, garantire sicurezza e praticità grazie alla possibilità di avere servizi su misura, rimangono da convincere il 21% delle imprese che non ha adottato il nuovo sistema e non sembra esserne interessata nemmeno per il futuro.
Un altro recente studio, condotto su 4 milioni di aziende italiane, evidenzia che il 69% sta utilizzando il Saas (Software as a service), il 49% Iaas (Infrastructure as a service) e il 24% ha già abbracciato il più evoluto Paas (Platform as a service). I fattori che allontanano gli imprenditori dallo scegliere queste tecnologie sembrano essere oltre agli investimenti iniziali anche timori per la privacy e la sicurezza. Secondo Google invece si tratta di un problema culturale: il 60% delle imprese è completamente privo di un comparto interno dedicato all’Ict.
Le imprese che si affacciano ancora timorose a questo nuovo mercato lo fanno affidandosi a piccoli operatori, che mostrano una gran capacità di adattare la struttura alle specifiche esigenze di ciascuna realtà nonostante l’aiuto delle associazioni di categoria potrebbero rappresentare una marcia in più nella mediazione con i grandi player riuscendo ad ottenere il riconoscimento di prezzi più bassi e migliori condizioni contrattuali.





