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PMI Dome

Il codice etico per l’e-mail marketing

Per definire il confine tra marketing e spam serve l’etica
di Redazione PMI-Dome
Di cattivi esempi di E-mail marketing ne vediamo tutti di persona quotidianamente a decine. Basta controllare il numero di messaggi che finiscono (nella migliore delle ipotesi) nella cartella “spam” del nostro gestore di posta. Se fare pubblicità via posta elettronica è uno dei sistemi più economici e facili da realizzare (anche se i dati sembrano non del tutto soddisfacenti sul grado di risposta degli utenti) non basta dotarsi di un elenco di indirizzi, creare un messaggio e spedire. Nel processo entrano in gioco leggi sul rispetto della privacy, tecniche di composizione del messaggio, conoscenze tecniche che non possono prescindere da una certa etica di comportamento degli operatori.

Tale etica è spesso dubbia, affidata alla bontà di chi spedisce le “missive”. Roberto Siano Managing Director di Clickpoint, uno dei maggiori player di E-mail marketing pensa che la soluzione sia nella “condivisione di un codice etico che faccia riferimento a una precisa deontologia professionale a cui chi opera nel settore dell'email marketing deve aderire per vedere riconosciuta la propria professionalità – e prosegue – bisogna prendere coscienza del fatto che la relazione con il pubblico è un tema estremamente delicato, che implica responsabilità e doveri nei confronti della controparte, ma anche e soprattutto nei confronti dei competitor, in modo da impedire una guerra tutti contro tutti che non può che portare a un danno per l'intero sistema”.

L’email è un ottimo mezzo per raggiungere gli utenti, in quanto permette un’ottima segmentazione. Il  mercato sembra essere sempre piĂą interessato (complice l’abbassamento dei costi) a ricorrere a tale canale pubblicitario. Le aziende che offrono i servizi aumentano, ma con esse non aumenta la qualitĂ  che anzi tende a diminuire ed acuire i comportamenti scorretti.

“Le anagrafiche vengono condivise e rivendute fra più operatori per esigenze di business. Per questo l’utente che si iscrive ad un concorso a premi, corre il rischio di ricevere non un o due messaggi promozionali al giorno, ma 15 messaggi non pertinenti e dunque non desiderati, con un'inevitabile caduta di interesse a discapito delle comunicazioni di qualità. Se poi si considera che il più delle volte il messaggio non si basa su un aumento dell’interesse, ma sull’esigenza di inviare sempre più email, la situazione diventa insostenibile e pregiudica l’efficacia del mezzo email a fini pubblicitari” – sostiene Pubblicità Italia in un recente articolo. Ecco che il codice etico potrebbe funzionare per innalzare la qualità. Gli operatori che lo abbracciano verrebbero premiati ai danni di chi invece preferisce agire ai limiti (o oltre) la legalità.


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Commenti
1Commento

email publicitĂ 

Chi vende le email:TUTTI A SBAFO 2° non è vero che sono segmentate,da single ricevo email publicitarie per famiglie,figli,madri e padri. 3°Ci vuole certamente un codice etico 4°Poi farlo rispettare.

Inviato da Annamaria

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