Fabrizio Cellino, presidente di Api Torino, l'associazione delle piccole e medie imprese, nel ricordare l’importanza che il tessuto di piccole e medie imprese riveste per l’economia dell’intero Paese, si fa portavoce del “Manifesto delle Pmi torinesi”, sottoscritto da 2mila aziende e presentato nelle ore scorse al Prefetto della città . “Vogliamo continuare a fare impresa, a creare occupazione e sviluppo. Per farlo proponiamo 10 azioni da perseguire rapidamente per ridare slancio all'economia e soprattutto alla rete di Piccole e medie imprese, che continua a essere viva nonostante tutto” – ha detto Cellino che ha proseguito – “Crediamo che non sia più il tempo di protestare e basta, ma di proporre azioni concrete da avviare immediatamente e di lavorare insieme alle Istituzioni e alle Organizzazioni Sindacali per far ripartire il nostro Paese, iniziando qui, a livello locale. Torino e il Piemonte sono da sempre una delle aree più dinamiche e propositive del Paese: devono continuare ad esserlo”.
Riassumendo i 10 punti che costituiscono il manifesto sono:
1)Spending review e diminuzione costi pubblica amministrazione. Per ridurre il debito pubblico: un peso i cui tassi di interesse danneggiano imprese e cittadini.
2) Aliquota IRAP con la stessa base imponibile IRES. Così da avvantaggiare le aziende labour intensive a scapito di quelle commerciali.
3) Una forte azione sulle banche. Per una maggiore loro responsabilitĂ nei confronti delle imprese e del lavoro.
4) Compensazione debiti/crediti tra imprese e PA. Per non soffocare le aziende e non farle finire soffocate nei meccanismi di riscossione.
5) IVA all'incasso anche per le PMI. Il costo finanziario potrĂ essere compensato con la diminuzione dei costi della politica.
6) Pagamenti in tempi europei. Per ridare liquiditĂ alle imprese e quindi possibilitĂ di investimento e occupazione.
7) Lotta all'evasione. Per abbattere la fiscalitĂ sulle imprese
8) Lotta al sommerso. Per diminuire il cuneo fiscale (50% per tagliare i contributi a carico imprese, 50% per aumentare il netto in busta ai dipendenti e accrescere i consumi).
9) Facilitazioni nei licenziamenti per motivi disciplinari. A patto che per ogni licenziato l'azienda assuma in contemporanea due disoccupati.
10) Patrimoniale una tantum (1000 euro ogni milione di euro). Da destinare solo a investimenti produttivi, eliminando tutto ciò che crea burocrazia e costa a imprese e cittadini.
"E' chiaro che fare impresa è sempre più difficile. Abbiamo a che fare con mercati internazionali fuori controllo, con continue difficoltà nel credito, con vincoli e costi opprimenti da parte della burocrazia, con evidenti oneri in più dovuti agli ultimi provvedimenti del Governo (basta pensare all'IMU sui fabbricati industriali). Nonostante tutto ciò, la nostra volontà è continuare a fare impresa in Italia, ma chiediamo subito concrete misure per lo sviluppo" – ha concluso Cellino.





