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I professionisti del Web

Una certificazione per chi lavora con Internet: il Comune di Milano riconosce gli skills IWA per la selezione del personale in un bando di gara. Ma quali sono le figure lavorative del mondo IT?
di Francesco Forestiero
Dottore Commercialista, Revisore contabile e Consulente Marketing, ha coordinato per anni il noto mensile Office Magazine. Esperto di Web, informatica e nuove tecnologie, ha coadiuvato numerosi progetti legati ad Internet e alla carta stampata, scrivendo e pubblicando centinaia di articoli, editoriali e studi di settore. Dopo la laurea in Economia Aziendale, ha studiato Web Marketing, Diritto Tributario, Operazioni Straordinarie Aziendali e Giornalismo. Attualmente fa parte della redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale della trasmissione di Rai Due.
Il marasma del Web - come lo definirebbe qualcuno - si sta assottigliando. Nuove regole forgiano i binari da seguire. E segnali d’assetto emergono da fonti ufficiali. L’ultima novità riguarda i profili lavorativi che operano sulla grande Rete, un’esigenza molto sentita dalle imprese e dagli enti pubblici.

A riconoscere i profili da utilizzare è il Comune di Milano, con l’Appalto n.21/2012 per l’Affidamento dei servizi di manutenzione ed evoluzione del sistema dei portali del Comune di Milano, aperto fino al 29 giugno 2012. Le figure lavorative che il Comune richiede devono possedere gli skills IWA, ovvero determinate competenze individuate dall’IWA Italy, un Gruppo di lavoro formato da professionisti, rappresentanti di associazioni, aziende e Pubblica Amministrazione. “Questi profili – si legge sul sito dell’IWA – garantiranno maggiore chiarezza alle aziende che assumeranno personale specializzato nell’ambito del Web e forniranno supporto alle organizzazioni e professionisti che nell’ambito della formazione sapranno operare meglio le proprie scelte”.

Prima ancora del Comune di Milano, i profili (consultabili a questo indirizzo) sono stati presi in considerazione da un altro importante ente: il CEN, l’European Committee for Standardization, che nel mese di maggio ha pubblicato un documento (CWA 16458:2012 “European ICT Professional Profiles) contenente la mappatura e il riconoscimento degli skills, identificandoli come standard di riferimento europei per il Web.

Pasquale Popolizio, vice presidente di IWA Italy, e responsabile del Gruppo IWA Italy Web Skills Profiles ha dichiarato: «vorrei ringraziare tutti i partecipanti, oltre 200, del Gruppo che coordino, che con le loro competenze ed attività hanno arricchito nel corso del tempo il lavoro del Gruppo con le loro sensibilità e professionalità. Mi fa piacere anche sottolineare che ad ottobre partirà il primo corso per Community Manager che recepisce il profilo indicato dal Gruppo. Il corso è rivolto a tutti coloro che intendono acquisire competenze per poter svolgere il ruolo di Community manager all’interno di aziende, organizzazioni e Pubblica Amministrazione e si svolgerà a Napoli, presso le aule del Centro di Formazione della Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli».

«Sempre il profilo Community manager – continua Popolizio – è stato preso come riferimento dall’ISIS Europa di Pomigliano d’Arco per la creazione di un nuovo indirizzo di studi secondari superiori, volto alla formazione dei futuri addetti alle communities online aziendali. Il Gruppo è sempre al lavoro per aggiornare i profili e per allargare la platea dei partecipanti; se da un lato i profili vanno sempre verificati ed aggiornati è importante che essi siano condivisi per essere accettati».

Roberto Scano, Presidente di IWA Italy, invece, ha posto l’accento sull’importanza dell’uso delle figure professionali, osservando che «finalmente anche in Italia si comincia a comprendere che le definizioni delle competenze professionali devono rientrare in un glossario comune, chiaramente identificabile. Con il riconoscimento del CEN – non solo dei profili ma di IWA come realtà di standardizzazione – si è fatto un passo avanti per la realizzazione di quanto previsto dall’agenda digitale europea, ovvero consentire ai professionisti di potersi mappare all’interno di profili condivisi e alle aziende di poter formare e/o acquisire risorse umane identificando chiaramente le specifiche figure per le proprie esigenze».

Per ulteriori informazioni e per partecipare al lavoro del Gruppo IWA Italy Web Skills Profiles, questo è l’indirizzo mail: info@skillprofiles.eu.

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Commenti
6Commenti

bufala

Tempo fa ho già commentato questa cosa sul sito di IWA, ma hanno provveduto a cancellare i commenti e a chiuderli. E' un reato spacciare come standard europeo qualcosa che non lo è neppure lontanamente. Il CEN si è ben guardato dall'identificare la proposta di IWA Italia come standard di riferimento europeo. Il link citato è soltanto un elenco di consorzi attivi nell'attività di standardizzazione. Le proposte di questi consorzi vengono accettati come CWA (CEN Workshop Agreement) e come si può leggere alla pagina dedicata, "A CWA does not have the status of a European Standard and there is no obligation for the National Standards Bodies to adopt it as national standards". MA QUALE STANDARD EUROPEO, BUFFONI! Deve essere messa proprio male IWA Italia se deve ricorrere a questi mezzucci. Il CWA di IWA: http://www.cen.eu/cen/Sectors/Sectors/ISSS/CWAdownload/Pages/ICT-Skills.aspx

Inviato da Gino

Le bufale lasciamole al pascolo e cerchiamo di leggere :)

Caro "Gino", direi che prima di diffamare e dare dei buffoni agli altri bisognerebbe contare fino a 5. Comunque cercherò di spiegarle il motivo per cui si sbaglia. Il CEN ha definito il modello ECF 2.0, alla cui definizione abbiamo partecipato come IWA. L’agenda digitale europea ha chiesto di andare oltre: http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/fiche-dae.cfm?action_id=216&pillar_id=48&action=Action%2058%3A%20Develop%20tools%20to%20recognise%20and%20identify%20competences%20of%20ICT%20practitioners%20and%20users con, tra gli obiettivi del 2012, "Propose a European Framework for ICT professionalism based on the European e-Competences Framework developed by CEN (European Standardisation Committee)". Il documento citato nel commento ha come titolo proprio “European ICT Professional Profiles” (ftp://ftp.cen.eu/CEN/Sectors/List/ICT/CWAs/CWA%2016458.pdf) in cui può trovare moltissimi riferimenti ad IWA. Eccone alcuni: In particular, the following frameworks were analysed: Michelin, international level - EUCIP, European level - AITTS, Germany - Airbus, international level - CIGREF, France - an SME framework from UK - an SME company framework from Germany - UK Government framework - Microsoft Technet, international level - IBM, international level, IWA Web Skills Profiles, international level Come può anche vedere nella tabella: "Table 1 - 23 Profile Titles (A-Z) with Summary Statements and examples of alternative titles used for similar Profiles" viene indicato “European ICT Profile title” per ogni profilo identificato dall’UE e la relativa affiliazione rispetto ai profili sviluppati dai framework analizzati dal CEN. Se addirittura va a "Table 12 - Another Example of Profiles relating – IWA Web Skills Profiles : Professional Profiles for the Web", vede come vengono mappati i titoli europei con quelli IWA. Mi spiace quindi che lei non abbia compreso il documento. SI tratta di standard europei per cui i profili IWA sono mappati, così come EUCIP (la "sorella maggiore" di ECDL). L'agenda digitale italiana recepirà le indicazioni di quella europea e pertanto verrano riconosciuti come titoli formativi quelli inerenti a profili mappati sul modello ECF. Questo significa che una realtà di formazione potrà attingere ai profili esistenti dei vari attori oppure crearsi il proprio framework e adattare i profili alle proprie esigenze - come ha fatto milano. Concludo dicendo che la citazione di non obbligo di recepimento è prevista in tutte le norme CEN, anche a livello superiore: serve difatti un riconoscimento dei singoli atti da parte dei vari paesi e l'agenda digitale europea ha comunque spinto in questo senso verso la profilazione. IWA ha il vantaggio rispetto ai "competitor" di avere una serie di profili specifici per la rete (già dal 1996...), mentre altre realtà hanno profili generali e poca specificità e - soprattutto - non hanno il consenso di sviluppo avuto dagli skills (gruppo con oltre 200 partecipanti). Nell'eventualità che qualche altra realtà voglia creare profili per il Web, come già avviene in UK ed in altri esempi indicati, potrà farlo e per ottenere il riconoscimento dovrà basarsi sul modello ECF e mappare le proprie professionalità secondo quanto definito nel documento criticato da Gino come "non di riferimento". Ultima cosa: a differenza di altre realtà citate nel documento, solo IWA è tra l'altro riconosciuta dal CEN come organismo di standardizzazione. http://www.cen.eu/cen/Sectors/Sectors/ISSS/Consortia/Pages/default.aspx e quindi IWA, volente o nolente, è realtà che fa standard.

Inviato da Roberto Scano

io leggo bene, e come me tanti altri. dovreste farlo anche voi di IWA

Che le piaccia o meno, uno standard è una cosa diversa da un CWA. La invito a rileggere quanto affermate: "ha pubblicato un documento (CWA 16458:2012 “European ICT Professional Profiles) contenente la mappatura e il riconoscimento degli skills, identificandoli come standard di riferimento europei per il Web" Ripeto, un CWA non è nemmeno lontanamente associabile a uno standard, non perchè lo dico io, lo dice il CEN e molto chiaramente. Se le sfugge il concetto di CWA, la invito a leggere la relativa pagina sul sito CEN, dove si dice molto chiaramente: "A CWA does NOT HAVE THE STATUS of a European Standard and there is no obligation for the National Standards Bodies to adopt it as national standards". Quindi quanto affermato nell'articolo è falso, fatevene una ragione.

Inviato da Gino

a ulteriore conferma

Sono andato a leggere il documento citato come prova (ftp://ftp.cen.eu/CEN/Sectors/List/ICT/CWAs/CWA%2016458.pdf), a riga 3 si dice: This CEN Workshop Agreement CAN IN NO WAY BE HELD AS BEING AN OFFICIAL STANDARD developed by CEN and its Members. Che altro dire?

Inviato da gino

Non c'è peggior sordo...

Mi sembra inutile continuare visto che non ha letto quanto ho scritto, specie alla fine dove è chiaro che IWA è elencata tra i consorzi che fanno standard (http://www.cen.eu/cen/Sectors/Sectors/ISSS/Consortia/Pages/default.aspx). Quindi si metta il cuore in pace, si legga l'agenda digitale europea e a breve il digitalia. L'europa vuole questo, CEN ha creato ECF e sull'ECF ha creato il documento citato che è un CWA dal titolo "European ICT Professional Profiles”. Questo documento E' volente o nolente il riferimento per l'UE per l'agenda digitale europea, ovvero l'agenda digitale europea ha di fatto eletto questo CWA a riferimento. Punto. Ed è la stessa cosa che attualmente è EUCIP per l'ICT in generale. Questo vale per i profili IWA e per tutti i profili citati. Se poi non lo vuol capire è un suo problema cognitivo.

Inviato da Roberto Scano

E sempre per chiarirle :)

Come già scritto in precedenza, legga il contenuto della tabella 1 relativa ai 23 profili EUROPEI in cui sono mappati i profili IWA.

Inviato da Roberto Scano

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