Non c’è occasione migliore di un compleanno per tirare le somme sui risultati. Le cattive voci attorno al social network Google Plus, considerato fallimentare da molti, sono infatti state messe a tacere dai dati. Ad aprile 2012 infatti, sarebbero già 170 milioni gli utenti che hanno attivato un profilo, con stime di crescita che puntano ai 400 mila utenti entro la fine dell’anno. Un traguardo sicuramente degno di nota nel mondo del Web. Come se non bastasse, le recenti difficoltà di Facebook nell’ascesa in borsa, hanno sicuramente regalato alcuni punti bonus al progetto di Google che giorno dopo giorno conferma le enorme potenzialità di crescita. La strategia che sta adottando in questo momento la grande G è cercare di sedurre i webmaster e i blogger per convincerli ad avvicinarsi al servizio promettendo un miglioramento nel posizionamento nei motori di ricerca. Strategia già adottata in fase beta, orientando l’algoritmo di ricerca di Google ad interpretare in maniera differente quello che è il “web semantico” e premiando così quanti fossero riusciti a catalizzare visite sfruttando il nuovo network sociale. Una tattica che senza ombra di dubbio acquisisce enorme rilevanza nel Sem (Search Engine Marketing) in quanto affetta direttamente il posizionamento nelle ricerche. Agevolare la posizione del proprio sito in cambio della registrazione ad un social network della stessa azienda tutto sommato è un buon compromesso. Non è molto differente da quanto accade con Youtube e altri servizi simili che però promettono migliorie sul posizionamento solo a livello indiretto.
Web e social piĂą integrati
Per garantire una miglior integrazione tra sito web e social network, Google ha escogitato la possibilità di inserire un link ad una pagina internet direttamente sul proprio profilo. Per farlo è sufficiente portarsi al menu “modifica profilo”, cliccare su “link” e selezionare “aggiungi link personalizzato”. A questo punto, una volta memorizzate le preferenze, il sito web diverrà parte integrante del proprio profilo sociale. E’ questa la novità maggiore delle ultime settimane, che evidenzia quale sia la strategia che i vertici di Mountain View intendono adottare per creare vicinanza tra web e social.
Google Plus per le aziende
La chiave di successo di Google + risiede in parte nell’aspetto di novità su cui può ancora contare a differenza di Facebook e Twitter. Ma non solo. Le brand page nel social network della grande G appaiono particolarmente ben strutturate. E’ facile per un’azienda aprirne una e comunicare in maniera efficace fin da subito per una serie di dinamiche che Google ha studiato affondo. Occorre ricordare che quasi tutti ormai hanno una pagina su Facebook e aggiornano almeno distrattamente Twitter, ma solo pochi e particolarmente furbi possiedono una pagina aziendale su Google + traendone vantaggio. Come già ricordato in precedenza innanzitutto il vantaggio primario ruota attorno al Seo, un toccasana per il posizionamento di qualsiasi sito. Ma anche il funzionamento stesso su cui si basa il social network è particolarmente intelligente e gioca a favore delle aziende. Il fatto di raggruppare le conoscenze e le amicizie in cerchie permette di condividere interessi comuni in maniera più diretta rispetta al singolo utente. Un collega di lavoro che utilizza la nostra stessa marca di pc, o la stessa stampante o condivide la stessa compagnia telefonica sarà più propenso a visitare attivamente la pagina associata a tali brand. Questo banale esempio può essere ripetuto per qualsiasi marchio che susciti in noi un certo interesse e che stimoli per affinità anche le persone raccolte nelle varie cerchie. La curiosità nostra diventa la curiosità degli altri (sharing è ancora una volta la parola vincente) con il vantaggio di trovare applicazione in un mondo virtuale fatto di piccole (o grandi) tribù. Quando un primo interesse è condiviso la propensione a condividerne altri è molto forte specialmente nel caso si instauri un rapporto di leadership che in una cerchia si può tentare di ottenere un po’ come nel luogo di lavoro, nella famiglia, ecc. Google + auspica di diventare un calderone all’interno del quale si fondono cerchie di persone accomunate da tratti sempre più labili e disposte ad integrarsi, farsi contaminare. In tale contaminazione la pubblicità , il marketing e le imprese possono trovare terreno fertile.
Riassumendo perché un’azienda dovrebbe sfruttare Google +? Innanzitutto per facilitare la risalita nei motori di ricerca; per sfruttare l’aspetto di novità apprezzato tra gli utenti; perché determinate funzioni (come la nuova integrazione del web attraverso i link personalizzati) ben si prestano al mondo del business; per rafforzare la brand awareness e migliorare la reputazione. Occorre conoscere il mezzo e adottare strategie sapienti che premino la qualità e non solo la quantità (ponendo l’esempio di Twitter, credete sia meglio avere 100 followers o una decina ma composta da esperti del settore rinomati? La scelta giusta è ovviamente la seconda).
Google + per il suo funzionamento agevola la condivisione di immagini, video e contenuti interattivi cosa per cui Twitter deve appoggiarsi a servizi esterni e che attualmente risulta marginale. Facebook d’altro canto facilita la condivisione con altri singoli, ma non è strutturato in maniera tale da creare veri gruppi di partecipazione. Non va dimenticata la passione di Google per rendere i suoi servizi quanto più integrabili possibile. E’ così infatti che la tecnologia delle API offre la possibilità di accedere al social network sfruttando lo smartphone e il noto servizio Flipboard (applicazione installata ad esempio nel diffusissimo Samsung Galaxy S3 che permette di raccogliere i profili sociali all’interno di un’unica piattaforma).
In futuro piĂą geolocalizzazione
Google Plus mira a crescere rapidamente e per farlo non si è lasciato sfuggire l’opportunità di integrare servizi di geolocalizzazione che lasciano intuire uno sforzo futuro verso il potenziamento di nuovi canali pubblicitari un po’ sulla falsa riga di FourSquare e i siti di couponing (voci danno per probabile un’acquisizione di Groupon da parte di Mountain View, ma in rete le voci circolano e vengono smentite alla velocità della luce).
Già al momento è possibile reperire e condividere informazioni su luoghi di interesse e attività commerciali locali sfruttando anche la possibilità di inserire recensioni grazie all’integrazione del servizio di votazione Zagat. Si tratta di una fagocitazione di Google Places che da ora viene dirottato in Google + Local.
Campagna di acquisizioni prepotente
Le difficoltà iniziali che minacciavano di etichettare Google + come uno dei flop più grandi della storia del web sembrano essere vinte. Le acquisizioni massicce con cui Google si muove di passo in passo verso la vittoria lasciano intuire gli sforzi e gli investimenti messi in atto. “Siamo lieti di annunciare che Meebo ha stipulato un accordo per essere acquisita da Google. Per più di sette anni abbiamo aiutato gli editori a trovare una relazione più profonda con i propri utenti e a rendere i propri siti più social e coinvolgenti. Insieme a Google, siamo pronti a rimboccarci le maniche e a migliorare il nostro servizio per aiutare utenti e proprietari di siti web”. Questo è solo l’ultimo degli annunci in cui mi sono imbattuto nell’ultimo periodo girovagando per la rete. Chissà in quanti altri ognuno di noi un po’ distrattamente e senza darvi il giusto peso si imbatteranno nelle prossime settimane. Solo nell’ultimo anno si possono citare nella campagna acquisti marchi come Katango, Apture, Social Grapple, Rights FlowClever Sense, Nijinsky, imprese di primordine nel loro settore e tutte legate all’innovazione su web e mobile. Sua maestà Google è ormai inarrestabile per la gioia di alcuni piccoli player per cui il “farsi comprare” è l’unico modo per sopravvivere e per lo sconforto di pochi altri giganti che devono diventare sempre più aggressivi per non svanire come una bolla di sapone al primo urto.
Vinca il migliore.


Mirko Zago è laureato in scienze della comunicazione all'università di Bologna e appassionato di editoria online. Da sempre attratto dal mondo della Rete e del business, scrive per diverse realtà , trattando di imprenditoria, nuove tecnologie e IT




Numero utenti
Forse intendevi 400 milioni e non 400 mila entro fine anno! :-D
Inviato da Francesco