Nonostante il gap evidente, il
trend dell’e-commerce è in forte ascesa in tutta Europa e anche in Italia, dove
i brand cominciano a cogliere le opportunitĂ della rete, tanto che nel 2011 si
è registrato un aumento del 19% nel valore delle vendite on line B2C da siti
italiani. Si prevede inoltre che lo spending in outsourcing dovrebbe
raddoppiare nel giro di tre anni passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a
tre miliardi di euro nel 2015.
Segnali importanti arrivano anche
dalle abitudini di pagamento on line. Dal 2011 la transazione è ormai effettuata
on line con carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%), bonifico on line
(8%), mentre nel 2006 piĂą della metĂ degli utenti italiani di e-commerce pagava
ancora off line, tramite contrassegno, bonifico allo sportello o trasferimento
postale. Il contrassegno è ormai sceso dal 20% del 2006 all’ 8% del 2011. NovitĂ
importanti potrebbero giungere anche dal mondo del device da cui si acquista on
line, con un probabile sorpasso nel giro
di due anni del m-commerce sull’e-commerce, passando dal desktop al mobile.
“Oggi il 25% degli utenti di
smartphone – commenta Marco Massarotto, founder di Hagakure - ha acquistato
almeno un prodotto o servizio on line e il 59% effettua mobile commerce almeno
una volta al mese”, spiegando come il m-commerce sintetizza in pratica tutte le
esigenze di acquisto degli utenti, dallo scouting sui prodotti alla
transazione, supportato oggi anche da strumenti di qualitĂ come la
georeferenziazione.
E’ possibile affermare che oggi per fare business on line, esistono talmente tante opportunità , dai blog tematici ai social network passando da innumerevoli canali di vendita e community già in rete, da mettere in discussione persino la necessità per i negozi di possedere un sito internet.





