Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

E-commerce: Italia penultima in Europa

I dati più recenti dimostrano che le aziende italiane guardano ancora con diffidenza i canali di vendita on line. Ma il trend è in ascesa: + 19% nel 2011
di Flavio Calcagno | 28 giugno 2012
L’Italia è agli ultimi posti per l’e-commerce in Europa, alle spalle ha solo la Romania. Lo comunica Matteo Menin, director Between in occasione dello “State of the Net” a Trieste, evento internazionale, giunto ormai alla sua seconda edizione, riguardante lo stato dell’arte della rete. Solamente il 5% di aziende italiane svolgono attività commerciali on line contro una media europea del 15% e con picchi del 36% registrato dalla capolista Norvegia. Le difficoltà dell’Italia nell’utilizzo dell’e-commerce riflettono quelle delle pmi, che faticano ancora a immaginare la rete come canale di vendita. Se consideriamo la Germania come termine di paragone, solo l’11% delle medie aziende vendono on line, contro il 30% delle medie aziende tedesche. La forbice si allarga se si considerano le piccole aziende, di cui solo 5% utilizza l’ e-commerce contro il 19% delle tedesche di pari dimensione.

Nonostante il gap evidente, il trend dell’e-commerce è in forte ascesa in tutta Europa e anche in Italia, dove i brand cominciano a cogliere le opportunità della rete, tanto che nel 2011 si è registrato un aumento del 19% nel valore delle vendite on line B2C da siti italiani. Si prevede inoltre che lo spending in outsourcing dovrebbe raddoppiare nel giro di tre anni passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a tre miliardi di euro nel 2015.

Segnali importanti arrivano anche dalle abitudini di pagamento on line. Dal 2011 la transazione è ormai effettuata on line con carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%), bonifico on line (8%), mentre nel 2006 piĂą della metĂ  degli utenti italiani di e-commerce pagava ancora off line, tramite contrassegno, bonifico allo sportello o trasferimento postale. Il contrassegno è ormai sceso dal 20% del 2006 all’ 8% del 2011. NovitĂ  importanti potrebbero giungere anche dal mondo del device da cui si acquista on line,  con un probabile sorpasso nel giro di due anni del m-commerce sull’e-commerce, passando dal desktop al mobile.

“Oggi il 25% degli utenti di smartphone – commenta Marco Massarotto, founder di Hagakure - ha acquistato almeno un prodotto o servizio on line e il 59% effettua mobile commerce almeno una volta al mese”, spiegando come il m-commerce sintetizza in pratica tutte le esigenze di acquisto degli utenti, dallo scouting sui prodotti alla transazione, supportato oggi anche da strumenti di qualità come la georeferenziazione.

E’ possibile affermare che oggi per fare business on line, esistono talmente tante opportunità, dai blog tematici ai social network passando da innumerevoli canali di vendita e community già in rete, da mettere in discussione persino la necessità per i negozi di possedere un sito internet.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



A Milano si riunisce Alfresco

Una visione dall'interno di tutto il sistema dell'azienda e le prospettive di sviluppo nei prossimi anni

SE UN IMPIEGATO APRE UN E-SHOP, MEGLIO L'APPOGGIO DI UN COMMERCIALISTA

Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novitĂ 
Accesso rapido