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PMI Dome

Segnale analogico, addio per sempre!

Si conclude oggi il passaggio al digitale terrestre della regione Sicilia. L’Italia è finalmente "all digital", rappresentando l'area digitale più grande d'Europa
di Redazione PMI-Dome | 04 luglio 2012

Nel lontano 2008 sembrava che il passaggio al digitale terrestre delle trasmissioni televisive, soprattutto per le regioni del Sud,  ultime ad essere interessate dallo Switch-off, fosse un traguardo lontanissimo.

Eppure quel momento è arrivato. Da oggi l’Italia al completo è raggiunta dal segnale digitale.

Si tratta di un evento di importanza storica per il nostro Paese,  che ha visto il coinvolgimento di diversi interventi economici e tecnici da parte delle Regioni e delle Provincie. D'altra parte, sul solo territorio italiano sono stati venduti oltre 70 milioni di decoder, permettendo così alle trasmissioni di raggiungere oltre 20 milioni di famiglie, per uno share del 70% destinato alla sola piattaforma digitale. Nonostante questi eclatanti risultati, questa tecnologia giunge in Italia con un po’ di ritardo. Il  DVB-T, infatti,  non è una nuova forma di trasmissione e, al contrario, esiste da diversi anni nel resto d'Europa.

In ogni caso, come affermato da Andrea Ambrogetti , con il passaggio al digitale “è avvenuto ciò che non era mai successo in 50 anni di storia della televisione italiana. Negli ultimi cinque anni di lavoro, il sistema televisivo è cambiato radicalmente in termini di offerta e di ascoltiâ€.

Nello corso dello Switch-off  non sono mancati i problemi legati soprattutto alla ricezione del segnale nelle zone montuose e collinari, a causa dell'orografia del Paese. Anche le polemiche iniziali non si sono placate, soprattutto a causa delle gare per l’assegnazione dei multiplex, del rilascio dei titoli definitivi, della liberazione delle frequenze da parte delle TV locali nella banda 800 e la conseguente riattribuzione.

Andra Ambrogetti alle polemiche risponde: â€Come abbiamo detto più volte, con il passaggio al digitale terrestre sarebbe venuto fuori tutto ciò che era sopito e sarebbero stati molto evidenti i ‘buchi’ dell’analogico. Ma su questi disservizi, le emittenti stanno cercando di intervenire tempestivamente e mi auguro che si tratti di problemi solo temporaneiâ€.

Nonostante le polemiche, i primi benefici dovuti all'introduzione del digitale terrestre non tardano a farsi notare: una migliore qualità delle immagini e dell'audio, un maggior numero di canali disponibili e la possibilità di godere di molteplici funzioni già attuali o future (alta definizione, tridimensionalità, interattività dello spettatore, audio multiplo, ecc.).

Questo passaggio concluso, quindi, non è altro che l'inizio di una nuova evoluzione del mezzo televisivo, orientato verso la convergenza.

Intanto, chiunque avesse problemi di ricezione può adottare la piattaforma satellitare TivuSat, nata proprio per permettere a chiunque di ricevere via parabola le trasmissioni digitali anche se mal coperti dal segnale terrestre.

Che dire … buona visione a tutti!


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