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Impresa 2.0: divulgare la cultura della digitalizzazione

CNA Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Università di Milano e Google, ha avviato un progetto pilota volto sensibilizzare le PMI sull’utilizzo degli strumenti digitali
di Flavio Calcagno | 09 luglio 2012
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ  di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ  in ambito sociale e imprenditoriale. 
“Il futuro è nelle mani dei “digital makers”, cioè di coloro che riusciranno a capire che la cultura digitale è legata a quella artigianale perchĂ© completa l’oggetto, avvicinandolo al contesto e ai comportamenti sociali”. Questo è quanto afferma la responsabile regionale dei giovani imprenditori Elisa Muratori, a margine dell’incontro voluto da  CNA Emilia-Romagna con imprenditori, ricercatori e professionisti in occasione dell’illustrazione delle finalitĂ  del progetto pilota “Impresa 2.0”, volto a proiettare le PMI nel mondo interattivo supportandole nell’utilizzo di tutte le applicazioni del web. 
Strategie manageriali innovative e maggiore visibilitĂ  sul mercato sono diventate ormai necessitĂ  delle PMI per continuare ad essere competitivi a livello globale. Il progetto nasce appunto dall’idea secondo la quale le imprese al giorno d’oggi devono essere in grado di saper assumere le decisioni piĂą efficaci dal punto di vista del marketing, utilizzando al meglio conoscenze e strumenti innovativi come i network sociali. “Il cliente – spiega Gabriele Morelli, segretario regionale CNA – diventa un partner, coinvolto nel processo di marketing e sviluppo. Il sito web aziendale deve offrire il maggior numero di servizi possibili, interagire con l’utente, influenzandone il processo di acquisto anche on line. La pagina web diviene uno strumento dinamico che fa da ponte verso il mercato esterno: un vero e proprio strumento di lavoro aziendale”. 

L’articolazione del progetto
CNA Innovazione si è avvalsa della collaborazione dell’UniversitĂ  degli Studi di Milano, che in sinergia con Google, ha avviato un laboratorio di search marketing. Il progetto è strutturato seguendo la sperimentazione di un percorso di assistenza, consulenza e formazione rivolta ad aziende artigiane e PMI di alcuni distretti della regione, intenzionate realmente a cogliere le nuove opportunitĂ  del mercato digitale. Il coinvolgimento di imprenditori, ricercatori e professionisti in questa fase di sperimentazione mira a sviluppare alcune riflessioni sulle opportunitĂ  generate dalle aggregazioni tra imprese (reti), per approfondire il tema del design management e degli strumenti Web 2.0, al fine di favorire un aumento del bacino di utenza per le imprese attraverso comunicazioni piĂą rapide ed efficaci. 
 
L’importanza di essere sul web
“Essere presenti sul web – dice Morelli - è diventato necessario per ogni azienda che vuole competere con successo nel proprio mercato, farsi trovare da chi la cerca su Internet e ottimizzare al meglio i propri investimenti pubblicitari, misurando l’efficacia di ogni centesimo speso”. 
In un contesto in cui le piccole imprese, eccellenze  del Made in Italy, soffrono maledettamente la concorrenza internazionale  sul piano dei costi, attuare strategie di marketing innovative nella produzione ad esempio di artigianato artistico, prodotti alimentari di nicchia, abbigliamento e arredamento “custom made”, significa aumentare le opportunitĂ  di business accrescendo visibilitĂ  e notorietĂ  sul mercato. Lo ribadisce Daniele Magni, responsabile regionale politiche economiche CNA, affermando che “per comprendere il comportamento degli utenti e i loro interessi specifici, occorre interagire direttamente con loro, migliorandone il posizionamento on line e sfruttando l’"effetto rete” di blog, forum, social network”. Tuttavia, le PMI non possono agire da sole per poter sfruttare al meglio le opportunitĂ  della rete, dato che la maggior parte di esse non possiede la conoscenza degli strumenti e delle potenzialitĂ  del Web 2.0: “Agendo da sole - prosegue Magni - le PMI non sono in grado di sostenere gli investimenti necessari per avviare i singoli siti, e, anche a causa della carenza di risorse umane qualificate, di superare ostacoli legati alla bassa notorietĂ  dei propri marchi, valorizzare e promuovere quindi, le proprie produzioni tipiche sui mercati nazionali ed esteri”. 
Pertanto, per far si che le piccole aziende eccellenti comincino ad avere le competenze minime per mantenere una presenza attiva e dinamica nel web, le istituzioni devono promuovere l’uso dei nuovi canali commerciali. Questo è ciò che farà CNA Emilia Romagna, divulgando all’interno del proprio sistema associativo i risultati della sperimentazione per raggiungere un bacino più ampio di imprese, con l’obiettivo di condividere un metodo di buone prassi facilmente replicabile in futuro ed accrescere il grado di informatizzazione nei settori artigianali.

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